Il Movimento 5 Stelle ha perso uno dei suoi leader. Gianroberto Casaleggio è morto a 61 anni dopo aver perso la battaglia con la malattia contro la quale ha lottato a lungo. Il Guru, così è stato chiamato col passare del tempo, si è spento all’istituto Scientifico Auxologico di Milano. Casaleggio, ideologo e co-fondatore del M5s, ha lavorato fino agli ultimi giorni. Beppe Grillo ha saputo della sua scomparsa mentre si trovava a Napoli, per una tappa del suo show, subito annullata. “Ha combattuto fino all’ultimo” ha commentato sul blog. I funerali saranno celebrati giovedì 14 aprile a Milano alle ore 11 presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie“. Camera e Senato volevano ricordarlo con un minuto di silenzio e la commemorazione in Aula durante i lavori parlamentari. Ma i parlamentari dei Cinquestelle hanno rifiutato, in linea con il carattere riservato del cofondatore, che non amava le celebrazioni, soprattutto quando lo riguardavano.

Nato a Milano il 14 agosto del 1954, Casaleggio si diploma in informatica ma non consegue la laurea. Ha due figli: il primogenito Davide avuto con l’ex moglie Elizabeth Clare Birks e Francesco, nato dalla successiva unione con Sabina Del Monego. Il fondatore M5s muove i suoi primi passi professionali presso l’Olivetti di Ivrea negli anni ’70. In seguito si mette in proprio e fonda in joint venture la Webegg, società di consulenza e comunicazione per grandi aziende. La svolta arriva nel 2004 quando dà vita alla Casaleggio Associati, nella quale figura anche il figlio Davide e inizia ad interessarsi di politica. Nello stesso anno si candida per una lista civica a Settimo Vittone (Torino) e ottiene sei voti.

Nel 2005 l’incontro con Beppe Grillo: Casaleggio crea sul web il blog per raccogliere i fan degli spettacoli del comico genovese e pubblica i suoi libri. Il sito dell’attuale leader del M5S diviene il più seguito in Italia ed uno dei primi nel mondo. I due si sono conosciuti al termine di uno spettacolo a Livorno nel 2004: Casaleggio si presenta e invita l’ex attore a lavorare insieme. Il comico gli risponde: “Sei pazzo”. Da allora inizia il loro sodalizio. E’ il via dell’ascesa politica di Grillo.

Dal 2006 al 2010 gestisce la comunicazione online dell’allora leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro. Nel 2007 la Casaleggio Associati realizza due video “Prometeus – La Rivoluzione dei media” e “Gaia“: si tratta di una “visione” del futuro nel quale i media tradizionali sono scomparsi mentre il mondo, dopo una catastrofica guerra mondiale, viene governata da intelligenze messe in “rete”. I filmati contribuiscono a creargli un’aura di mistero e l’accusa di essere vicini alla massoneria esoterica, cosa smentita da Casaleggio in alcune delle sue rare interviste.

Nel 2009 insieme a Grillo fonda il M5S. Il 2013 è l’anno del “boom”: i 5 stelle sono il partito più votato in Italia (escluse le circoscrizioni estere) e mandano 109 parlamentari alla Camera e 59 al Senato. Casaleggio evita i riflettori, lascia che sia Grillo il “front-man” del Movimento. Pochissime dichiarazioni ai giornalisti, evita i fotografi. Soltanto in qualche rara occasione riesce a superare la timidezza: sale sul palco di piazza San Giovanni a Roma per la chiusura della campagna elettorale per le Europee 2014 quando cita Enrico Berlinguer. Torna sul palco ancora una volta per la Festa Cinquestelle al Circo Massimo a Roma. Con lui c’è sempre l’amico Beppe Grillo.

Lui il “cervello”, Grillo la “pancia” in un rapporto quasi simbiotico, di cui è sempre stato consulente, consigliere, editore e coautore di libri, forse anche ghostwriter. Sua è la stesura del “Non Statuto” del Movimento e nelle regole per la selezione on line delle candidature. Il blog di Grillo ha ricordato, tra l’altro, una citazione di una frase di Casaleggio presa da una lettera pubblicata dal Corriere della Sera il 30 maggio 2012: “Sono un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive”.

Nell’aprile del 2014 Casaleggio era stato operato di urgenza per un edema al cervello al Policlinico di Milano. Proprio pochi giorni fa, il 7 aprile, Casaleggio aveva replicato dal blog di Grillo a un articolo della Stampa che parlava di una presunta volontà di “abdicare” a favore del figlio Davide. “Non ci sono capi – aveva ribadito per l’ennesima volta – e l’unico leader riconosciuto sono i cittadini che fanno parte della comunità del M5s”. Da circa due settimane era ricoverato a Milano con uno pseudonimo per evitare che la notizia si diffondesse.

Era considerato da sempre il “Guru 2.0”, la vera mente e fonte di ispirazione del Movimento. Capelli ricci, occhialini tondi, pochissime foto in circolazione e un alone di mistero che lo segue. Personaggio riservato – tanto da essere ricoverato (dice Repubblica) con un falso nome – ha lasciato volentieri a Grillo la luce dei riflettori della politica, ha sempre concesso pochissime interviste. “Non sono mai stato dietro a Beppe Grillo, ma sempre al suo fianco”, raccontò in una delle sue rare uscite pubbliche. Personaggio controverso, anche per le sue “visioni” che erano state prese in giro anche in una parodia di Maurizio Crozza. Amato dalla maggior parte degli attivisti M5s e guardato con sospetto da parte degli avversari politici, è finito spesso al centro della polemica per due motivi, in particolare. Il primo, il presunto conflitto d’interessi tra il ruolo di leader politico (anche se la parola è sempre stata invisa) e imprenditore nel settore della comunicazione sul web (e proprietario del blog di Grillo). Il secondo, l’accusa della gestione del Movimento, per esempio sull’attendibilità delle primarie online o sulle espulsioni di attivisti e parlamentari.

E’ stato spesso accusato da alcuni parlamentari di gestire in modo verticistico il M5s. Il primo scontro è quello con Giovanni Favia nel 2012. L’ex consigliere regionale in fuorionda poi trasmesso da Piazza Pulita su La7 disse: “Casaleggio prende per il culo tutti, da noi la democrazia non esiste”. L’ultimo caso a far discutere in ordine di tempo è stata invece la piattaforma per le email dei deputati grillini che nel 2013 faceva capo all’ex M5s Massimo Artini. Il sistema venne smantellato da un tecnico, secondo i fuoriusciti mandato dalla Casaleggio associati.

Gianroberto Casaleggio è venuto a mancare oggi a Milano, dopo mesi di malattia. Fino all’ultimo giorno Gianroberto non…

Pubblicato da Casaleggio Associati su Martedì 12 aprile 2016

Amante di Asimov e McLuhan, appassionato del mondo cavalleresco e della leggenda di Camelot, raccontano che nella sua precedente società, la Webegg, le riunioni si tenessero attorno a una tavola rotonda nel castello di Belgioioso, vicino a Pavia. Difficile fare il suo identikit. Non ha profili né su Facebook, né su Twitter. Molti lo considerano una sorta di “profeta-manager”, se non un “visionario del web”. Ha scritto alcuni libri. Tra questi: “Il Web è morto, viva il Web” nel 2001; “Web ergo sum” nel 2004. Nel 2001 ha firmato insieme a Beppe Grillo il volume “Siamo in guerra. [La rete contro i partiti. Per una nuova politica]; mentre nel 2013 con il comico e Dario Fo il libro “Il Grillo canta sempre al tramonto. Dialogo sull’Italia e il Movimento 5 Stelle. Sempre nel 2013 ha firmato l’ebook “Insultatemi! Insulti (e risposte) dalla A alla V”.