Casaleggio prende per il culo tutti. Da noi la democrazia non esiste”. Sono alcune parole di Giovanni Favia, consigliere regionale in Emilia Romagna dei 5 Stelle, raccolte in un fuori onda trasmesso su Piazzapulita di Corrado Formigli su La7, all’interno del servizio di Gaetano Pecoraro. Parole registrate lo scorso maggio che sono destinate a suscitare aspre polemiche. 

Favia ha usato parole molto dure contro Gianroberto Casaleggio, cofondatore del movimento di Beppe Grillo, che “controlla tutto” e se qualcosa non va bene “telefona”. Lo descrive come “spietato, vendicativo”, una sorta di padre padrone che parla di democrazia ma non la applica all’interno del movimento. E che ha risolto i problemi di scarsa trasparenza evitando di “andare in televisione”. Perché “stavano già andando in crisi con questo aumento di voti” e così “si sono salvati”. E prosegue: “Io con Santoro me la sono cavata, ma applicando un veto. Ho preso anche l’applauso ma mi è anche costato dire quello che non pensavo”.

Il consigliere dell’Emilia Romagna, che al contrario aveva partecipato a Servizio pubblico di Santoro ma con “il veto”, ha anche parlato di “infiltrati” tra i 5 Stelle per consentire al guru della comunicazione di controllare meglio le dinamiche interne. Poi ricorda l’espulsione di Tavolazzi, voluta da Casaleggio per “soffocare in culla un dibattito che stava nascendo in rete contro la sua gestione”. 

Tocca anche la querelle intorno al simbolo dei 5 Stelle, di uso esclusivo di Grillo. Dice il consigliere: “Se lui (Gianroberto Casaleggio, ndr) non facesse il padre padrone io il simbolo glielo lascerei anche: adesso in rete non si può più parlare, neanche organizzare incontri tipo quello di Rimini che non usavano il logo del movimento“.

Giovanni Favia era candidato presidente alla Regione Emilia Romagna ed è stato eletto alle regionali 2010 con oltre 161mila voti. Dopo il servizio di Piazza Pulita sono centinaia i commenti dei simpatizzanti sulla sua pagina facebook: c’è chi lo sostiene e lo ringrazia per avere denunciato quanto accade del movimento. Altri lo definiscono “una brava persona, ma ingenua”, altri non si stupiscono (“Favia ha detto che Casaleggio controlla tutto e Grillo è un istintivo? Dove sta la notizia?”). Per altri “magari era meglio dirlo prima”, è stato “poco furbo” o colpevole di avere segnato la fine “questa sera” dei 5 Stelle. In tanti, però, concordano: la sua carriera politica nei 5 Stelle “è finita”. E Casaleggio “deve chiarire” il suo ruolo all’interno dei 5 Stelle. 

Il consigliere, come dimostra il suo status su Facebook, stava seguendo la trasmissione e poco prima del servizio aveva scritto: “Per ora la frase più bella è di Mentana: ‘Grillo fa il parafulmine, è difficile vedere Favia o @pizzarotti sotto attacco’. L’epilogo è stato diverso, ma dopo queste parole nessun altro aggiornamento di suo pugno sul profilo.