La miglior chiave d’accesso alla stanza da letto di James Dean l’ha fornita Joe Hyams, il primo biografo autorizzato dalla famiglia a scrivere di lui: ‘A seconda di quale dei suoi amori intervistassi, lui risultava eterosessuale, bisessuale, omosessuale o asessuato’ ”. La frase riportata da Marco Giovannini nel suo biopic James Dean (Mondadori) è stata la summa ambigua e travolgente per esemplificare fino a poche ore fa l’orientamento sessuale di un’icona sexy e maledetta come l’interprete di Gioventù Bruciata. L’aggiornamento sul tema l’hanno appena fornito i tabloid inglesi cominciando a parlare di James Dean: Tomorrow Never Comes, in uscita negli Usa il 24 aprile 2016, scritto da Darwin Porter e Danforth Principe, dove si parla di una relazione gay sadomaso tra Dean e nientemeno che Marlon Brando. La star di Fronte del porto sarebbe stato il ‘master’, ovvero il padrone, mentre il più giovane James lo ‘slave’, lo schiavo, con tanto di sigarette spente sulla pelle del novellino.

Secondo Porter e Principe, che hanno raccolto testimonianze di giornalisti e amici di Dean che lo conobbero prima della sua morte nel 1955, il primo incontro tra i due non avvenne nel 1954 come scritto nella biografia di Brando nel 1973, Songs My Mother Taught Me, bensì già nel 1949. Dopo un soggiorno a Parigi, Brando era tornato a New York per fare una apparizione pubblica all’Actor’s Studio. Già noto per la sua interpretazione teatrale di Un tram chiamato desiderio il 25enne era già apprezzato e amato dal pubblico. Sul retro lo attendeva il 18enne Dean che, secondo il collega di Brando, Bobby Lewis, guardava tanto intensamente l’attore più anziano tanto da fargli esclamare di ‘sentire la sua pelle bruciare’. Dean si presentò come suo grande fan e chiacchierò per diversi minuti con Marlon. Prima di salutarsi, c’è scritto nel nuovo libro, Brando si chinò e baciò sulla bocca Dean.

La relazione tra i due sarebbe continuata fino alla morte di James Dean nel 1955. Rogers Brackett, un dirigente pubblicitario di Manhattan, amico di entrambi gli attori, ha raccontato a Porter e Principe come uno dei giochini sadomaso di Brando su Dean fosse quello di spegnergli le sigarette sul corpo: “Un giorno Jimmy si aprì la camicia e vidi decine di bruciature sul suo petto. Fu lui a fermarmi dal chiamare la polizia. Jimmy era realmente masochista”. Un altro testimone, Alec Wilder, un compositore di colonne sonore, disse: “Credo davvero che Jimmy si innamorò di Brando nel 1949. Quanto a Brando, non credo che avesse mai amato Jimmy. Ho incontrato Brando solo tre volte e ogni volta era con Jimmy. A mio parere, Brando era innamorato soltanto di Brando”. Nel libro emerge così lo squilibrio classico del rapporto SM con il dominatore e il sottomesso, tanto che altre testimonianze parlano di come agli inizi della loro relazione Dean bighellonasse di continuo fuori dalla casa di Brando al freddo in attesa che l’altro lo facesse entrare a fare sesso. Stanley Haggert, un altro degli amici di Dean, ha spiegato come il protagonista de Il Ribelle fosse “frustrato” da questo rapporto dove l’insaziabile Brando faceva ciò che voleva di lui, come di tutti gli altri amanti e le altre amanti che ebbe nelle sua vita.

Così com’era nota la bisessualità di Brando, l’omosessualità di Montgomery Clift e di Rock Hudson (anche se in  pubblico non se ne parlava) attorno all’orientamento sessuale di Dean c’è sempre stata molta reticenza da parte dei più stretti biografi. Alle stelline Anna Maria Pierangeli, Lili Kardell, Katy Jurado, Leslie Caron, Pat Hardy, Ursula Andress, a cui il nuovo libro aggiunge una relazione con la Monroe nel 1950 a New York, si accoda la schiera di amanti maschi: gli attori Clifton Webb, Jack Simmons, Bill Bast e Jonathan Gilmore, l’ereditiero Alfredo de la Vega, a cui si aggiungono Brando e, sempre secondo Porter e Principe, perfino un threesome con Walt Disney e George Cukor. Porte e Principe non sono nuovi a questo genere di scandali in libreria. Sono loro le più chiacchierate biografie su Elizabeth Taylor, Jaqueline Kennedy Onassis, sul triangolo Ronald Reagan, Jane Wyman e Nancy Davis, e perfino su Bill e Hillary Clinton. La collana in cui è pubblicato James Dean: Tomorrow Never Comes s’intitola oltretutto Blood Moon’s Babylon Series.