“Petaloso”, la parola ideata dal piccolo Matteo e “approvata” dall’Accademia della Crusca diventa un marchio. A registrarlo e depositarlo presso la camera di commercio di Ferrara è stato il padre del giovane inventore, Marco Trovò. “L’obiettivo – spiega – è quello di cederlo in licenza a chi ne fa richiesta per la commercializzazione di qualsiasi cosa, purché bella e attinente al contesto ‘petaloso’”. L’alternativa potrebbe essere quella di “creare una onlus ad hoc, attualmente in fase di studio e valutazione, chiedendo anche l’aiuto e la partecipazione delle istituzioni del paese, Copparo. Il vincolo della onlus sarà poi quello di destinare eventuali proventi in beneficenza per opere legate ai bambini, nel contesto del nostro territorio”.

Un desiderio in proposito Matteo l’ha già espresso. “Gli piacerebbe – ha proseguito il padre – che si potessero creare campetti da calcio un piccolo teatro dell’oratorio qui a Copparo, oppure lavagne interattive multimediali per la scuola, come piacerebbe anche alla sua maestra”. E proprio nei giorni in cui si chiude la scia dei commenti sui social network relativi alla nuova parola, il sipario si chiude così “dando un ulteriore insegnamento ai nostri figli – aggiunge Trovò -: che dalla loro notorietà possa venire fuori qualcosa di buono e tangibile anche per tutti, bambini e non, che invece non sono ancora stati ascoltati”.

Il lieto fine non è però così scontato. Come prevedibile, è già iniziata la rincorsa per accaparrarsi l’utilizzo della parola più twittata degli ultimi giorni. Dagli uffici della camera di commercio fanno sapere che esistono già due domande di registrazione per “petaloso”. Un’azienda di Trani in Puglia, e una di Venosa, in provincia di Potenza. Registrazioni a parte, sul web esiste già il sito petaloso.com e su e-bay sono già in vendita le magliette floreali con relativa scritta. Sarà l’ufficio marchi e brevetti del ministero per lo Sviluppo economico a questo punto a dipanare eventuali interessi contrastanti. I tempi vanno dai sei agli otto mesi.

“Immaginavo che qualcuno ci avrebbe preceduto – sospira Trovò -; noi andiamo avanti anche per evitare che si speculi sui nostri figli. Il vero ‘petaloso’, l’originale nato dalla storia di Matteo, con tanto di disegno, è solo uno. E il ricavato che potrà derivare dal suo utilizzo andrà solo in favore dei bambini del territorio”.