La storia a quanto pare si ripete. Sì, passano gli anni, ancora qualche capello in meno, qualche chilo in più, il titolo di Cavaliere è stato restituito, al governo c’è Renzi, le cene eleganti “non posso più organizzarle, peccato”, lamenta lo stesso Berlusconi con amici e ospiti; Forza Italia è in perenne frana. Eppure.

Eppure restano delle costanti in mezzo a tante variabili, tu chiamale se vuoi emozioni, debolezze, passioni, generosità, joie de vivre, per utilizzare un francesismo tanto caro a lui; sta di fatto che questa estate un’altra ragazza è entrata nel cuore dell’ex premier, e proprio dopo una vacanza in Sardegna: si chiama Lavinia Palombini, romana, 21 anni, bionda e spesso senza trucco, proprio come ama B., figlia di un imprenditore romano. Tutto bene, tutto previsto, macché. L’amicizia tra i due ha destabilizzato ulteriormente il suo rapporto con la (presunta) compagna Francesca Pascale, ha creato nuovo panico nel cerchio magico (“oddio, e ora chi è questa?… oddio, ci risiamo!”, le prime reazioni di chi gli sta vicino); e infine ha causato l’addio a Forza Italia del gruppo di giovani fondato dai fratelli capitolini Zappacosta, Luca e Andrea, per divergenze politiche e per “l’influenza negativa della vita privata”. Così dicono. Apparenza e sostanza.

La sostanza racconta di liti tra l’ex Cavaliere e Francesca Pascale, di discussioni accese, per usare un eufemismo; di accuse e fughe. Ritorni. Altre liti. No, Lavinia, proprio no. Più giovane della fidanzata ufficiale di quasi dieci anni, molto, eccessivamente simile alla celeberrima Noemi Letizia; si definisce appassionata di politica, affascinata dal “carisma” di Berlusconi e da un mondo di riflettori, lusso, regali e ancora regali, storie, storielle e il solito menu, tutto snocciolato nella settimana passata a villa Certosa. Chi ha assistito dal vivo alle dinamiche racconta di un Berlusconi perso e attento alle esigenze della ragazza; perso e attento alle reazioni della Pascale, lei stessa presente solo nei momenti clou, quelli ufficiali, con imprenditori o direttori di giornali e riviste tra gli ospiti, come Alan Friedman. Chi ha assistito racconta dei continui sfoghi dell’ex Cavaliere, disperato anche per la presenza dei cani (“Mi hanno rotto le scatole, puzzano, sporcano, mi tocca sempre tenere le finestre aperte per mandare via l’odore”); scocciato per le diete, angosciato per i mancati riscontri elettorali, per la solitudine politica e umana, fino all’incontro con Lavinia. Chi ha assistito a certe scene parla del “materializzarsi delle chiacchiere da bar”, tradotto: “Quello che è stato scritto in questi anni su Berlusconi, è vero, non credevo. Ma niente bunga bunga”. Ci mancherebbe. Anche perché “la ragazza (Lavinia) sembra molto timida, una brava. Ma lui la chiama sempre, anche 60 volte al giorno, in Sardegna la cercava in continuazione e a tutte le ore. Assurdo. Non so quanto le faccia bene questo mondo”.

Una delle canzoni di Aznavour preferite da Berlusconi è Il faut savoir, un passaggio dice: “Devi sapere ancor sorridere quando il bel tempo se ne va e resta solo la tristezza e giorni d’infelicità”. A quanto pare l’unico sorriso arriva da una ragazza di 21 anni.

 

da Il Fatto Quotidiano del 26 febbraio 2016