“Quando finirà il Medioevo in Rai?”. Dopo la decisione della tv pubblica di spostare domenica 31 gennaio il servizio su educazione sessuale e cyberbullismo di Presa Diretta fuori dalla fascia protetta, Sinistra Italiana ha deciso di depositare un’interrogazione in Vigilanza per chiedere chiarimenti. Il servizio andato in onda su Rai3 è stato posticipato e a spiegarne il motivo in diretta, senza nascondere la sua contrarietà, è stato lo stesso conduttore e giornalista Riccardo Iacona. L’azienda si è difesa dicendo “che non si è trattato di censura, ma di rispetto della legge”. Critico anche il senatore Pd e vicepresidente in Vigilanza Francesco Verducci: “Una decisione che ha il sapore dell’ipocrisia e dell’oscurantismo”.

La puntata di domenica 31 gennaio infatti è stata spostata alle 22 (allungando di dieci minuti Fazio) e Presa Diretta ha invertito l’ordine dei servizi mandando in onda prima quello sull’acqua pubblica e poi quello su educazione sessuale e cyberbullismo. Uno slittamento deciso dai vertici e che Iacona ha voluto rivelare in collegamento con “Che tempo che fa” poco prima di avere la linea: “Mi chiedono di posticipare”, ha detto, “la nostra inchiesta sul sesso dei giovanissimi. Devo rispettare la decisione, però non la condivido“. La puntata ha avuto 1 milione e 578mila spettatori, ma non è bastato a placare le polemiche.

Così il giorno successivo, il primo febbraio, la Rai si è giustificata: “Nessuna censura”, hanno commentato da Viale Mazzini, “ma una scelta dettata dalla attenzione massima che l’Azienda ha nei confronti dei minori. Scelta che ha fatto slittare l’inizio del programma di Riccardo Iacona di soli 6 minuti e rinviare alla seconda parte del programma il servizio intitolato ‘Tabù del sesso‘, peraltro, con ottimi ascolti (1.578.000 telespettatori, share 6,63%)”. Dall’azienda hanno poi aggiunto: “E’ la legge ad aver suggerito, dopo aver preso visione del programma, di posticipare il servizio sull’educazione sessuale, fuori quindi dalla fascia protetta, perché argomenti delicati quali suicidi di adolescenti legati a sfere sessuali, sexting, bullismo, cybersesso richiedono uno zelo protettivo ancora maggiore per i minori”. All’inizio si era pensato di risolvere mettendo “una farfallina rossa”, ma l’idea è stata accantonata: “E’ stato considerato insensato per un programma di informazione pubblica così importante come è per la Rai ‘Presa diretta’. Così, essendo il programma costituito di due parti, si è chiesto a Iacona di anticipare il servizio sull’acqua pubblica e mettere nella seconda parte il lungo servizio sul sesso, tanto più che avrebbe ricevuto maggiore attenzione in concomitanza con la fine del derby”.

La difesa di Viale Mazzini non ha convinto Sinistra Italiana che ha deciso di depositare un’interrogazione in Vigilanza. “Il campionario dell’ipocrisia di certa classe dirigente italiana”, ha detto il coordinatore di Sel Nicola Fratoianni, “si arricchisce di un nuovo episodio. Nel frattempo in tv a qualunque ora si può assistere a violenze di ogni tipo e a situazioni molto meno ‘controllate’ rispetto al pregevole lavoro fatto da Riccardo Iacona e dal suo staff. Quando finirà il Medioevo?”. Attacchi anche dal senatore dem Verducci: “Decisione incomprensibile. I temi del cyber-bullismo e dell’educazione sessuale sono fondamentali da trattare per la crescita civile e culturale di una società ed è da apprezzare che l’approfondimento giornalistico del servizio pubblico se ne occupi, tanto più in un contesto televisivo dove immagini ed allusioni sessuali debordano anche in modo subliminale ad ogni ora ed in ogni fascia di palinsesto”.