“Solo dopo attacchi alla moglie difende i cutresi? Si dimetta, lei è intellettualmente disonesto”. E poi ancora: “Si ricorda quali mani ha stretto durante la campagna elettorale e chi c’era al funerale dello suocero?”. “Si comportò diversamente Delrio che andò a denunciare la criminalizzazione mediatica dei cutresi”. A scriverlo in una lettera indirizzata al sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi è Pasquale Brescia, imprenditore in carcere con l’accusa di associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta Aemilia. Il testo scritto a mano è stato consegnato dall’avvocato alla redazione locale del Resto del Carlino. L’imputato di 48 anni, accusato di essere uno dei principali tramiti tra le cosche e le istituzioni e le forze dell’ordine, ha spiegato di essere voluto intervenire sulla vicenda della casa venduta dal presunto prestanome Macrì alla moglie del primo cittadino. Vecchi ha annunciato che presenterà querela e nelle prossime ore si terrà un tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura per discutere tra le altre cose della possibilità di dare una scorta al politico.

Nella lettera Brescia ha chiesto al sindaco di dimettersi, perché lo considera “intellettualmente disonesto”. Secondo l’imputato, infatti, avrebbe cominciato a difendere i cutresi solo ora che è stata attaccata la moglie, Maria Sergio, originaria appunto del paese della Calabria, nel Crotonese. Secondo Brescia, sono otto anni che i calabresi vengono ghettizzati proprio come un “ebreo in Germania ai tempi di Hitler”, ma fino ad ora il sindaco non avrebbe detto nulla per cercare di difenderli.

Nella lettera si parla anche delle “parentele pericolose” della Sergio. Fra queste ci sarebbero infatti anche quelle degli imprenditori che hanno lavorato alla sua casa e che, secondo Brescia, sarebbero stati esclusi dalla white list per la ricostruzione del dopo terremoto. L’imprenditore arrestato fa riferimento anche al funerale del padre della moglie del sindaco, al quale avrebbero partecipato “tanti altri imputati del processo Aemilia”. Nella sua lettera ha parlato anche della campagna elettorale di Vecchi, in un circolo cittadino. “Sa chi c’era in quei circoli: sa quali mani ha stretto?“. Secondo lui, alcune persone, ora escluse dalla white list, avrebbero fatto campagna elettorale in suo favore, così come per Delrio. L’ex sindaco e ora ministro ai Trasporti però, conclude Brescia, si è comportato diversamente da Vecchi tanto che “andò dal prefetto De Miro per tutelare i cutresi dalla criminalizzazione mediatica”.