Scontro tra i sindacati sull’occupazione dell’Ilva di Cornigliano. Si sono trovati su fronti contrapposti la Fiom-Cgil e la Fim-Cisl, divisi sulle modalità della protesta. La mattinata è iniziata con l’annuncio che lo stabilimento genovese era stato occupato da circa 200 lavoratori e il corteo di un gruppo di manifestanti, che ha anche bloccato una strada, incendiato alcuni copertoni e rovesciato un cassonetto. Una protesta contro la decisione del governo Renzi di vendere il siderurgico. “La fabbrica è in assemblea permanente”, ha spiegato Bruno Manganaro, segretario generale della Fiom Cgil Genova.

“Il governo vuole vendere Ilva, compreso lo stabilimento di Genova che ha siglato un accordo di programma”, ha continuato Manganaro, “e non si vuole garantire quell’accordo. Si tratta di uno schiaffo a Genova, dove tutte le istituzioni avevano contribuito a raggiungere quell’accordo, e di uno schiaffo ai lavoratori”. E ancora: “Il governo senza dichiararlo sta strappando l’accordo di programma, per questo dobbiamo alzare la voce per difendere reddito, posti di lavoro e stabilimento”.

Subito dopo però è iniziata la polemica con la Fim Cisl. Il segretario Marco Bentivogli ha criticato infatti le scelte della Fiom definendo “inaccettabile che in assemblea non si consenta di esprimersi a chi ha idee diverse. Inoltre, dichiarare la fabbrica occupata quando metà dei lavoratori sono già entrati a lavorare nonostante le intimidazioni che vi sono state all’entrata è una prevaricazione inaccettabile”. Secondo Bentivogli “il consenso all’iniziativa va raccolto con gli strumenti democratici, altrimenti è un’altra cosa”.

“Tentare di occupare una fabbrica e dividere i lavoratori solo con lo scopo di conoscere se il ministro parteciperà all’incontro – ha continuato il leader sindacale – è assurdo. Forme di lotta e atteggiamenti di intolleranza contro altri lavoratori, proprio il giorno della commemorazione di Guido Rossa fanno capire quanto per avere visibilità, talvolta, si perda ogni buonsenso”. “Continuiamo a pensare che serva unità e pluralismo per lottare per il futuro dell’Ilva e che l’occupazione sia l’obiettivo principale. Ci auguriamo che la Fiom Nazionale condanni le prevaricazioni di questa mattina che non fanno onore ad una grande organizzazione”, ha concluso Bentivogli.