Il partito della nazione entra anche nella partita delle elezioni amministrative a Torino. Una parte del centrodestra è pronta a votare Pd e Piero Fassino, che cercherà la riconferma al suo ruolo da sindaco. L’ex presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo, ex manager di Publitalia portato in Forza Italia da Marcello Dell’Utri e ora uscito dalla politica, ha fatto sapere che al primo turno delle elezioni voterà convinto per l’attuale primo cittadino. Lo ha detto senza aspettare il lancio di un candidato delle forze del centro-destra e senza vedere chi andrà al ballottaggio. “È una valutazione che ho fatto stando al di fuori della politica – spiega a ilfattoquotidiano.it l’ex governatore che ha lasciato la politica tre anni fa rifiutando la candidatura al Senato -. Non faccio più politica attiva, ma continuo a vivere in questa città e ritengo che Fassino sia il miglior candidato”. Un altro arrivo dal centrodestra potrebbe essere quello di Silvio Magliano, consigliere comunale di Area popolare e vicinissimo a Comunione e Liberazione che potrebbe entrare nei “Moderati”, stampella dei dem. Al momento resta a guardare invece il centrista ed ex vicepresidente del Csm Michele Vietti, in attesa di capire quali posizioni prenderà Fassino.

Ghigo vede il “suo” centrodestra in crisi. Mentre il Partito democratico, il Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana hanno già annunciato i loro candidati, a cui bisogna aggiungere anche Marco Rizzo per il Partito comunista, dall’altra parte Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia devono ancora decidere cosa fare nel grande risiko del voto delle grandi città: Roma, Milano, Napoli, Bologna e – appunto – Torino. Quindi, di fronte all’assenza di un candidato forte, alcuni stanno già guardando le alternative e tra questi c’è chi, in un possibile ballottaggio tra Fassino e la candidata grillina Chiara Appendino, sceglierebbe la seconda, mentre Ghigo preferisce l’ex segretario dei Democratici di sinistra. “Lo conosco da anni e si è comportato bene sia come sindaco, sia come presidente della Città metropolitana”. Un compito – quest’ultimo – da non sottovalutare, secondo l’ex berlusconiano: “Non dimentichiamoci che è un ruolo che richiede capacità ed esperienza. I Cinque stelle non hanno esperienze e anzi certe amministrazioni grilline stanno per saltare in aria, per questo non voglio che vincano loro”. A Torino si ricreerebbe un partito della nazione, quindi? “Non sono mai stato contrario a questi accordi, neanche quando Forza Italia aveva deciso di appoggiare il Pd di Matteo Renzi sull’ambito delle riforme costituzionali. Ho visto bene anche l’appoggio di Ncd al governo di Enrico Letta prima e a Renzi poi. Non faticherei a riconoscermi in queste alleanze”.

Amareggiato il coordinatore regionale di Forza Italia Gilberto Pichetto Fratin: “Sono rimasto un po’ stupito perché Ghigo è stato dieci anni presidente della Regione e poi parlamentare. Da lui mi aspettavo un certo senso di appartenenza”. Invece non è così. “Sta accadendo ciò che è successo a Roma con il governo Renzi, sostenuto da persone elette nella fazione opposta”. Il riferimento è ai transfughi di Forza Italia, come Denis Verdini e altri. “Ma qui ci troviamo di fronte a una persona sola”, conclude Pichetto Fratin. Simile l’opinione di Giorgio Airaudo, candidato di Sinistra Italiana: “A Torino si ripropone il modello nazionale di Matteo Renzi, che si allarga a ex di Forza Italia e a uomini di Cl per paura di perdere. È un biscotto ai danni di tutti quelli che chiedono un cambiamento”. Per l’ex segretario Fiom il ritardo della scelta dei candidati del centrodestra è sospetto: “Penso che sia una crisi quasi voluta: usare le amministrative per essere utili a Renzi. Così si producono tanti ‘nazareni’ a livello locale”.

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