A centro giorni dal suo mandato, il Commissario straordinario di Roma, Francesco Paolo Tronca, ha reso pubblico il Documento Unico di Programmazione 2016-2018. Al suo interno due paragrafi sono interamente dedicati alla cosiddetta “questione rom”, il primo tratta il dibattuto argomento relativo al “superamento dei campi”, il secondo si sofferma sulla scolarizzazione dei circa 2000 minori rom che vivono nelle baraccopoli della Capitale.

Tronca parla di una «nuova strategia» che «consiste nel superamento dei campi rom, abusivi e non, e dare la possibilità a coloro che vogliono vivere nella legalità, di intraprendere altre soluzioni abitative che costituiscano il superamento del vivere “nel villaggio”». Il messaggio, particolarmente incoraggiante, sembra porsi sul solco della Strategia Nazionale d’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti 2012-2020.

Campi-rom

Il Documento di Tronca, riprendendo i contenuti della Memoria della Giunta Capitolina del 27 dicembre 2013, sollecita la programmazione di interventi di integrazione di medio e lungo periodo che «promuovano il superamento della situazione emergenziale allo scopo di poter garantire situazioni di effettiva inclusione e integrazione sociale evitando l’attuazione di misure straordinarie». «L’Amministrazione Capitolina – si legge nel Documento – è chiamata ad attuare soluzioni e programmi atti a colmare i divari tra le popolazioni Rom, Sinti e Caminanti ed il resto della popolazione attraverso interventi integrati nell’ambito di politiche di inclusione sociale con particolare attenzione alle politiche generali sulla povertà, sulla salute, sull’emergenza abitativa, sulla formazione e sul lavoro anche attraverso il più ampio coinvolgimento degli organismi del terzo settore presenti nel territorio cittadino».

Nell’indicare gli obiettivi sembra che il nuovo Commissario voglia aprire un corso nuovo per iniziare, ripartendo dalle macerie prodotte da Mafia Capitale, un percorso innovativo che porti alla chiusura definitiva della triste stagione caratterizzata dalla politica dei campi, segnata dalla violazione dei diritti umani, dallo sperpero di denaro pubblico, da un variegato parterre di cooperative e associazioni alcune delle quali foraggiate grazie agli agganci nei palazzi che contano.

E’ sulle modalità per raggiungere gli obiettivi prefissati che il Commissario sembra ripiombare in un irreversibile ritorno al passato. Tronca non dice nulla di come chiudere i “campi”, non esplicita tempi e non presenta interventi di azione. Promette però due bandi. Il primo relativo alla «gestione sociale dei Villaggi al fine di migliorarne la progettualità di integrazione alla luce di quanto previsto dalla citata “Strategia Nazionale d’inclusione”». Il secondo che riguarda la scolarizzazione dei minori rom per la quale, per il solo anno 2016 è previsto un impegno di spesa pari a € 2.212.704,00 annuali, utili a garantire il diritto allo studio e le azioni ad esso connesse, a circa 2000 utenti in età scolare».

I due bandi rappresenterebbero un ritorno indietro a piè pari, quando, come avveniva prima dell’inchiesta Mafia Capitale, erano ben nove le organizzazioni che, spartendosi più di 4 milioni di euro annui, custodivano il “pollaio” dove “galline dalle uova d’oro” venivano accudite in un assistenzialismo sterile e complice di un sistema di discriminazione istituzionale. Oppure quando il servizio di scolarizzazione dei minori dei “campi” veniva affidato ai soliti enti ad un costo annuo superiore ai 2 milioni di euro. Servizio che, malgrado la sua ventennale attività, ha registrato numeri di iscrizioni e frequenze assolutamente indifendibili.

Insomma, Tronca sempre voler cambiare tutto per non cambiare niente.

Eppure la ricetta per un cambiamento esiste. E’ depositata in uno scaffale del Campidoglio dove giacciono le delibere di iniziativa popolare che il prossimo Consiglio Comunale sarà chiamato a discutere. E’ una delibera depositata lo scorso settembre da 9 associazioni e sottoscritta da più di 6.000 cittadini romani tra i quali, come primo firmatario, l’ex consigliere Riccardo Magi. Non si parla di bandi perché la priorità è chiudere definitivamente, e in tempi certi, la vergogna tutta romana chiamata “sistema campi” attraverso azioni chiare e la riconversione delle risorse destinate a inutili bandi per realizzare percorsi di inclusione reale che coinvolgano i rom.

Il Commissario Tronca farebbe bene a leggerla.