Il Movimento 5 Stelle, alla prima esperienza di governo in diverse amministrazioni italiane, sta dimostrando di avere non pochi problemi nel mantenere una linea politica coerente ed univoca. A Parma, Pizzarotti governa in costante polemica e scontro con i vertici del movimento, ma con l’appoggio dei consiglieri comunali. Situazione inversa a Livorno, dove il sindaco Nogarin può vantare la fiducia assoluta dei vertici, ma conserva una maggioranza risicata (un solo voto) dopo i contrasti insorti con tre consiglieri pentastellati, poi espulsi dal Movimento per aver votato contro il sindaco.

Quarto, Flash mob del Movimento 5 Stelle

Ben più inquietanti sono i casi di Gela e Quarto, in Campania. A Gela, quattro dei cinque consiglieri grillini hanno accusato il sindaco del loro stesso movimento di utilizzare “metodi clientelari”, e ne hanno ottenuto l’espulsione dal M5S: non era mai accaduto, è il primo caso di un sindaco “sfiduciato” dal movimento. Ma il blog di Grillo ha evitato di darne notizia. A Quarto, la situazione più grave. Un consigliere del movimento, Giovanni De Robbio, è stato indagato per voto di scambio e tentata estorsione aggravata ai danni del suo stesso sindaco, sempre del M5S, Rosa Capuozzo. Il consigliere si è dimesso immediatamente espulso dal Movimento, e Grillo, dopo un lungo silenzio, è intervenuto per difendere il proprio sindaco: «Il sindaco M5S di Quarto e l’amministrazione sono parte lesa e non hanno mai ceduto alle pressioni politiche dell’ex consigliere De Robbio».

Ma la situazione è, improvvisamente, cambiata dopo che Roberto Saviano, con un tweet, ne ha chiesto le dimissioni: «Il sindaco di Quarto deve dimettersi. Se non lo fa, il M5S aggiungerà una blackstar al suo simbolo». Dal blog di Grillo arriva la “virata” dei 5 stelle, che “scaricano” il proprio sindaco: «Chiediamo con fermezza a Rosa Capuozzo di dimettersi e di tornare al voto. La strada dell’onestà ha un prezzo». La vicenda ha del grottesco, e del patetico. Il sindaco doveva essere immediatamente espulso o strenuamente difeso. Una delle due. Perché questo “ripensamento” improvviso? Il sindaco non era (ed è ancora) parte lesa? E poi: non era il M5S quello che aveva sempre tuonato contro i giornali, le pressioni della stampa e le sue campagne mediatiche? Ed ora si piega, senza batter ciglio, al tweet di Saviano, voce par excellence del moralismo tipico de «La Repubblica»?

Tutto ciò non fa che confermare, in realtà, il tentativo di normalizzazione intrapreso dal Movimento 5 Stelle, il tentativo di farsi spazio tra gli antichi interessi e vizi del Paese. Una brutta figura, dunque. Ma, soprattutto, una verginità ormai persa.