“I voti della mafie ci fanno schifo”. La lunga giornata del consiglio comunale di Quarto (Napoli) si chiude con le lacrime del sindaco Rosa Capuozzo (M5S) e un articolo sul blog di Beppe Grillo che ribadisce la difesa della giunta. Restano i malumori dentro il Movimento per una situazione che è sempre più difficile da gestire, ma dopo le immagini dell’assedio Pd all’aula con i cartelli “onestà” la sola strada possibile per il momento sembra quella delle barricate. Una delle ipotesi avanzate nelle scorse ore era quella di chiedere le dimissioni della Capuozzo per poi farla subito ricandidare (“perché lei è pulita”, commentano i vertici), ma ora sembra a tutti troppo tardi. O perlomeno bisogna prendere tempo in attesa che si calmi l’agitazione mediatica.

La giunta è al centro delle polemiche per l’inchiesta della Dda di Napoli sull’ex M5s Giovanni De Robbio, indagato per voto di scambio e tentata estorsione ai danni della prima cittadina. Nelle scorse ore e dopo 20 giorni di silenzio, il sito del leader M5S si era esposto con un articolo sul blog di Grillo. Oggi si ribadisce: “Nessuna forza politica può impedire alla mafia di provare a bussare alla propria porta, ma quando ciò accade quella forza politica ha due possibilità: aprire quella porta e farla entrare oppure sbattergliela in faccia. Il M5S quella porta a Quarto l’ha sbattuta con violenza e sarà sempre così”. Segue un lungo elenco dei casi in cui sono coinvolti gli amministratori del Pd, primo fra tutti il caso di Mafia capitale. “In Campania”, scrive Grillo, “a maggio scorso lo scrittore Roberto Saviano dichiarò: ‘nel Pd e nelle liste di De Luca c’è tutto il sistema di Gomorra’. Qualche esempio. Sono stati tanti i sindaci Pd arrestati per mafia in Campania e altrove. Vogliamo parlare ad esempio di Giovanni Santomauro, sindaco di Battipaglia comune sciolto per mafia nel 2014 con l’arresto del primo cittadino l’anno precedente”. Ma è solo il primo di tanti episodi che vengono riportati dal leader M5S.

Lo scontro per il momento è tutto politico. I Giovani democratici del Pd, guidati dall’eurodeputata Pina Picierno, si sono presentati in Comune e durante tutto il consiglio hanno cercato di intervenire. Lo slogan era lo stesso del M5S (“L’onestà tornerà di moda”), anche se questa volta era rivolto contro di loro. Intanto i big di quasi tutto l’arco parlamentare da Roma si sono affrettati a condannare i colleghi grillini. Dal verdiniano (e cosentiniano) Ciro Falanga al dem Stefano Esposito, tutti in coro hanno chiesto che Capuozzo sia ascoltata in Commissione antimafia. I grillini non hanno potuto che ribadire la loro disponibilità alla convocazione: “Ma venga insieme a tutti i 50 sindaci Pd di comuni sciolti per mafia”.