Per uscire dal pantano, Matteo Renzi si gioca ancora una volta la carta Raffaele Cantone. E’ il presidente dell’Anticorruzione che, dopo il dietro front sul presidente della Consob, Giuseppe Vegas, il premier candida ad arbitro sulle truffe ai risparmiatori da parte dei quattro istituti al centro del decreto Salva banche. “C’è la volontà di massima trasparenza e chiarezza e, se possibile, vorrei che gli arbitrati siano gestiti dall’Anac di Raffaele Cantone, un autorità terza, autorevole, per la massima trasparenza e “non dalla Consob o dal governo”, ha detto Renzi al Tg5. E ha aggiunto che “nelle prossime ore faremo tutto possibile perché chi è stato truffato possa avere i soldi”.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi e messo davanti al disastro delle famiglie finite sul lastrico non per scommesse finanziarie azzardate, ma per una serie di truffe, che chiamano direttamente in causa la vigilanza che non ha evidentemente vigilato, il presidente del Consiglio cerca evidentemente di risalire la china, possibilmente facendo finire in secondo piano il caso Boschi. E così si affida alla rispettabilità di mr. Anticorruzione. Una figura che senz’altro risponde ai criteri fissati dall’emendamento governativo al Salva banche secondo cui gli arbitri saranno “scelti tra persone di comprovata imparzialità, indipendenza, professionalità e onorabilità”.

“A occuparsene potrebbe essere la Camera arbitrale, un organismo interno all’Autorità”, ha commentato Cantone, “ma autonomo e indipendente, formato da giuristi ed esperti di altissima professionalità, a cominciare da chi lo presiede, il professor Ferruccio Auletta“. La Camera arbitrale è un’eredità della vecchia Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, ora assorbita dall’ente guidato dal magistrato napoletano. Si è sempre occupata di controversie sugli appalti, ma Cantone ha rassicurato Renzi sulla presenza delle professionalità necessarie ad affrontare le truffe bancarie. Il presidente Auletta è docente di Diritto processuale civile all’Università di Napoli. I componenti del consiglio sono Ugo Draetta, Giovanni Fabio Licata, Alberto Massera e Luca Mezzetti. L’Anac è però in attesa di un provvedimento del governo che fissi i criteri per l’accesso all’arbitrato e i compiti affidati.

Si tratta comunque di un notevole salto d’immagine rispetto alla scelta iniziale che, poco meno di una settimana fa, era ricaduta su Vegas a sua volta al centro delle polemiche per l’omessa vigilanza sulle modalità con le quali in questi anni Banca Etruria,Banca Marche, CariFerrara e CariChieti hanno sollecitato il pubblico risparmio collocando i loro titoli presso clienti che non avevano il profilo di rischio adatto o che comunque non erano stati correttamente informati sui rischi dell’investimento. Tanto che la Consob più che giudicare, potrebbe presto essere lei stessa, insieme alla Banca d’Italia, chiamata a rispondere della truffa.

Banca d’Italia, che vigila sugli istituti di credito e sulla stabilità del sistema, ha un ruolo chiave nell’intera operazione di risoluzione di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara, essendo al suo interno istituita l’Autorità di risoluzione. Via Nazionale ha indicato alla presidenza delle nuove 4 banche Roberto Nicastro e partecipato, come previsto dalla direttiva Ue, a tutte le fasi di lavoro precedenti e successive al decreto approvato dall’esecutivo e poi confluito nell’emendamento alla legge di Stabilità che ha istituito il fondo da 100 milioni per i rimborsi. A parole, in ogni caso, il governo continua a fare quadrato intorno a via Nazionale e alla Consob. “Le istituzioni sono solide e forti, il governo ha piena fiducia in Banca d’Italia e in Consob”, ripetono da giorni sia Renzi che Pier Carlo Padoan.

L’idea che a gestire gli arbitrati sia l’Anac, come prevedibile, trova molto consenso. A caldo l’Unione Nazionale Consumatori fa sapere che “la proposta ci piace. Si tratta di un’autorità indipendente, al di sopra di ogni sospetto. Chiediamo però, anche solo a titolo consultivo, che sia integrata, per la valutazione dei singoli casi, con gli esperti delle associazioni di consumatori, competenti a svelare gli inganni ed i trucchi attuati dalle banche”, dice il segretario Massimiliano Dona, ricordando che, per la sola Banca Marche, più di 3.000 consumatori si siano già rivolti ai consulenti dell’Unc i quali stanno raccogliendo prove e documentazioni a carico degli istituti. “Materiali certo utili nel corso di un arbitrato”, ha dichiarato ancora.

“Quanto al risarcimento, non è possibile che si trattino solo i casi degli obbligazionisti subordinati. E’ inaccettabile dividere gli azionisti dagli obbligazionisti, come se i primi fossero speculatori finanziari avvezzi al rischio. Si tratta, in entrambi i casi, di risparmiatori ignari, ingannati dalle quattro banche che non li hanno adeguatamente informati dei rischi”, ha concluso Dona.