Non sono bastate le parole di Luigi Di Maio a calmare le acque nel Movimento 5 stelle di Bologna, dove la decisione di non sottoporre al giudizio della base la lista per le amministrative 2016 e la candidatura singola di Massimo Bugani ha scatenato una nuova battaglia interna. La campagna elettorale è alle porte, ma la pace non sembra affatto a portata di mano. Alcuni parlamentari si sono uniti al gruppo dei critici, alimentando i malumori. E anche le speranze riposte su un altro pezzo da 90, come Alessandro di Battista, di mettere fine alle polemiche è sfumata: il deputato e componente del direttorio era atteso domenica 6 dicembre, in un banchetto informativo in centro a Bologna. Ma dopo aver annunciato la visita su Facebook ha cancellato l’appuntamento. “Era impegnato a Roma, ma tornerà” hanno assicurato gli organizzatori. Ma i più critici nel Movimento hanno un’altra versione: “E’ il segnale che Di Battista non vuole schierarsi con Bugani”, sostiene una parte della base. “Lo staff è preoccupato per la gestione che è stata fatta di questa vicenda. Sanno che si rischia una figuraccia e ci sono parlamentari in imbarazzo”.

Sul “caso Bologna”, però, Di Battista non si è ancora espresso: non una parola, né a favore, né contro le primarie. Così come molti altri deputati e senatori dell’Emilia Romagna, che per il momento hanno sposato la linea del silenzio. Sintomo che sulla vicenda manca una posizione unitaria. Senza dimenticare che il Movimento 5 stelle emiliano ha una lunga storia di defezioni e espulsioni, e schierarsi apertamente contro un fedelissimo di Grillo come Bugani può apparire ad alcuni rischioso. Tra quelli usciti allo scoperto c’è la bolognese Elisa Bulgarelli. La senatrice ha affidato la sua critica a Facebook: “Se qualcuno in corso d’opera intende cambiare direzione e fare diventare i 5 Stelle un partito verticistico troverà in me un immenso ostacolo” si legge sulla sua pagina, dove rispondendo ai dubbi degli attivisti poi chiede: “Quindi non contesteremo mai più il listino bloccato scelto dalle segreterie di partito?”.

Più duro l’eurodeputato Marco Affronte, originario della Romagna, che in una lunga nota su Facebook ha invitato i bolognesi a fare dietrofront e a chiedere il parere della base, così da “continuare a distinguersi dai partiti”. “A Bologna, per motivi che ignoro, si è deciso di non rispettare le nostre poche regole: semplici, democratiche e condivise” ha scritto. “Questo ha aperto una ferita che resta scoperta e ci sta creando problemi che sicuramente avrebbero potuto essere evitati. Forse ci sono ancora i tempi per fare un passo indietro e consultare apertamente e correttamente gli attivisti, com’è nostra imprescindibile regola, e ritornare nel solco di quello che è il nostro Movimento per evitare ulteriori problemi che potrebbero inficiare tutte le campagne elettorali”

La sua è la linea messa nero su bianco nella petizione pro-primarie firmata da 90 attivisti e consiglieri comunali della provincia di Bologna. Gli stessi che mercoledì 2 dicembre si sono presentati in assemblea per chiedere un confronto, e che ora, assicurano, non hanno intenzione di abbandonare il campo: “Non vogliamo fare un’altra lista e non sponsorizziamo alcun candidato, chiediamo solo il rispetto dei principi di trasparenza e partecipazione”. Anche nella Parma di Federico Pizzarotti, molti 5 stelle non hanno gradito il metodo di selezione adottato dal gruppo di Bugani. “Le regole devono essere uguali ovunque” è l’opinione dominante.

Intanto, la lotta tra i due fronti va avanti anche a colpi di video e vecchie mail. In questi giorni, i militanti stretti intorno a Bugani hanno ripescato e diffuso in rete un filmato, in cui compare Lorenzo Andraghetti, sfidante di Bugani, parlare a un incontro di Alternativa Libera, la formazione politica promossa dagli ex M5S. Dimostrazione, secondo una parte dei 5 stelle bolognesi, di come da tempo “non si riconosca nel Movimento”. In risposta Andraghetti, che è ufficialmente un iscritto M5S, ha pubblicato un video in cui nega di appartenere ad Alternativa libera e rivendica “la libertà di esprimersi in qualunque sede”.

parte, invece, è spuntata di nuovo (era già circolata in passato) una mail datata 2010. Nel messaggio, Bugani (all’epoca non eletto) si rivolge all’allora consigliere regionale Andrea Defranceschi, chiedendogli di dare “al più presto una risposta” al suo amico Nik (all’anagrafe Nicola Virzì, oggi dipendente dei 5 stelle in Senato), in merito a un possibile incarico in Regione come videomaker. Uno scambio interpretato da molti come una sorta di raccomandazione, sullo stile della vecchia politica tanto odiata dal Movimento.