Per l’esattezza sono 2113, dislocati su tutto il territorio nazionale. Banchetti organizzati dal Partito Democratico di Matteo Renzi per incontrare militanti e simpatizzanti, ma soprattutto rimpolpare le fila dei tesserati e ricompattare deputati e senatori – dissidenti e non – sotto lo slogan di “Italia coraggio”. Che è diventato anche l’hashtag in testa ai trending topic di giornata. Una campagna di comunicazione organizzata dalla barese Proforma per “dire all’Italia che è il tempo del coraggio, non della paura”, come ha spiegato il presidente del Consiglio, intenzionato a rilanciare l’azione del Pd e raccontare quello che finora ha fatto il governo. E sarà anche un weekend di “tregua”, in nome del partito, prima di tornare a dividersi, il prossimo fine settimana. Tra Leopolda, dove sarà lanciata la “fase adulta” del progetto renziano, e il teatro Vittoria, dove si riunirà la sinistra dem. 

Video di Manolo Lanaro

Al centro dell’iniziativa, oltre allo slogan, un volantino con le misure del governo, cinque schede tematiche, due opuscoli prodotti da gruppi Camera e Senato. Più una scheda “Diccelo tu” per invitare i cittadini a partecipare, inviare opinioni e proposte via sms. E tutto il partito mobilitato. Matteo Renzi, a Rignano, spiega il senso dell’iniziativa: “In un momento in cui qualcuno vorrebbe chiuderci in casa, noi diciamo esattamente il contrario – ha aggiunto il segretario del Pd – E cioè che dobbiamo avere il coraggio di abbracciare l’Italia, di vivere questa stagione di ripartenza anche dell’economia”. A proposito dell’operazione di salvataggio di quattro banche italiane avvenuta domenica scorsa con il varo di un decreto da parte del governo, ha spiegato che senza quel provvedimento quegli istituti di credito sarebbero falliti. Tra loro c’è anche Popolare Etruria, di cui il papà del ministro Maria Elena Boschi è vicepresidente. “Lunedì mattina non avrebbero riaperto”, ha detto. E mentre il premier è al banchetto di Rignano, Graziano Delrio è a Reggio Emilia, Lorenzo Guerini a Milano e Lodi, Dario Franceschini e Giuliano Poletti a Bologna, Matteo Orfini a Roma, Ettore Rosato a Muggia, nel triestino, e Maria Elena Boschi in trasferta a Ercolano. Ma sarà in prima linea anche la minoranza Pd, in nome della ‘ditta’ che, non si stanca di ripetere Pier Luigi Bersani, “è il partito”. E allora l’ex segretario sarà a Piacenza, Gianni Cuperlo a Roma, Roberto Speranza a Potenza. Tutta la giornata seguita in streaming su Unita.tv.

E proprio a Ercolano il ministro delle Riforme ha parlato delle amministrative del capoluogo di regione, che in primavera, come i comuni di Milano e Roma, andrà al voto. Al centro della questione napoletana c’è la candidatura dell’ex sindaco Bassolino, sulla quale era già intervenuta il vicesegretario Pd Debora Serracchiani. Tagliandolo fuori dalla competizione. Anche se lui è pienamente in campo e avverte che “il candidato si sceglie in città”, non nelle stanze del partito. “Chi si candida a Napoli non è la priorità di oggi – ha detto Boschi -. Le primarie sono uno strumento di democrazia del nostro partito. Se ci saranno più candidati faremo le primarie, altrimenti sceglieremo un candidato condiviso come avviene in tutte le città, a Napoli come altrove”. Boschi ha inoltre aggiunto che il Pd ha “molte persone disponibili a dare una mano” e a “mettersi in gioco per le città più importanti che andranno al voto il prossimo anno. Oggi – ha concluso – vogliamo concentrarci sui cittadini, al primo posto ci sono le persone e non i candidati. I progetti vengono prima delle persone che sono al servizio del progetto”.

E dalle altre città al voto la prossima primavera arrivano segnali di grande nervosismo. La situazione è ancora confusa a Roma, dove Ignazio Marino non esclude di ricandidarsi, mentre a Milano il quadro si va definendo, tra molte tensioni. Tant’è che, tra le proteste di Sel, arriva la decisione di rinviare una riunione del tavolo di centrosinistra sulle primarie (anche in attesa di capire quale sarà la data). Ferma restando la candidatura di Giuseppe Sala, è ad ogni modo in corso un tentativo della sinistra interna ed esterna al Pd di ricompattarsi attorno al nome di Francesca Balzani, sostenuta da Giuliano Pisapia. Per questa ragione si starebbe provando a far ritirare l’altro candidato di sinistra, Francesco Majorino, che però resiste. “Dobbiamo ragionare sulle idee, aprendo un dibattito vero, ma sempre nel rispetto reciproco”, dice Lorenzo Guerini. Mentre Sinistra italiana si divide tra chi vorrebbe partecipare a pieno alle primarie e chi tirarsi fuori, se il candidato sarà Sala: “La decisione la prenderanno le forze della sinistra milanese”, spiega Alfredo D’Attorre.