Abdelhamid Abaooud progettava di farsi saltare in aria insieme al suo complice il 18 o 19 novembre a La Défense, il grande quartiere degli affari alle porte di Parigi. A dirlo è il procuratore di Parigi, Francois Molins, che ha aggiunto che il coordinatore delle stragi di Parigi, è tornato sui luoghi del delitto dopo gli attentati.

Intanto nell’ambito delle operazioni condotte a Bruxelles tra domenica e lunedì, le autorità belghe hanno incriminato un quinto sospetto in relazione agli attacchi terroristici di Parigi. Il nuovo arresto è relativo a una delle persone fermate nei giorni scorsi: le accuse sono partecipazione ad attività terroristiche e omicidio terroristico. Con quest’ultimo fermo salgono quindi a 5 gli arresti totali compiuti in Belgio dopo il 13 novembre. Le altre quattro persone finite in carcere sono i due amici di Salah Abdeslam, chiamati la notte degli attacchi per riportarlo in Belgio. Nella lista delle telefonate c’erano Hamza Attou e Mohammed Amri, insieme a Ali O., francese 31enne residente a Molenbeek, che ha dato un passaggio a Salah dopo che gli altri due l’avevano scaricato. Il quarto arresto riguarda invece Lazez A., 39 anni, marocchino residente a Jette, quartiere adiacente a Molenbeek, nella cui auto sono state trovate due armi da fuoco e tracce di sangue.

Nelle ultime ore la polizia belga ha inoltre emanato un mandato d’arresto internazionale per Mohamed Abrini, 30 anni, filmato l’11 novembre, due giorni prima degli attacchi, alle 19 assieme a Salah Abdeslam nella pompa di benzina a Ressons, sull’autostrada in direzione di Parigi. Abrini era al volante della Renault Clio usata negli attentati. “Questa persona è attivamente ricercata dalla polizia belga e francese. Mohamed Abrini è pericoloso e probabilmente armato”, ha scritto la polizia che ha invitato a non intervenire nel caso si venisse in contatto con lui.

Da giorni le operazioni in Francia e in Belgio non si fermano. La più massiccia si è tenuta nella mattinata di martedì ad Artigat (sud della Francia) dove è stata perquisita l’abitazione del cosiddetto “emiro bianco” Olivier Corelil religioso salafita che avrebbe ispirato la jihad al killer di Tolosa, Mohammed Merah, e alla “voce” delle rivendicazioni Isis del 13 novembre, Fabien Clain, ricercato. Dopo aver perquisito la casa e l’associazione che guidava, la polizia ha poi deciso di fermare Corel.

La casa è stata perquisita da circa 60 agenti, mentre una quarantina di mezzi, tra i quali alcuni blindati, hanno bloccato gli accessi al comune. Secondo il quotidiano locale La Depeche, la polizia ha usato un imponente dispositivo di sicurezza nell’operazione, coinvolgendo anche due elicotteri. Perquisite anche altre abitazioni legate agli ambienti estremisti islamici.

Chi è l’emiro bianco – Nato con il nome di Al-Dandachi 69 anni fa a Homs, in Siria, Corel è arrivato in Francia nel 1973 e 10 anni dopo ha attenuto la nazionalità francese. Ex responsabile dell’Organizzazione degli studenti islamici di Francia, gruppo vicino ai Fratelli musulmani, Corel vive ad Artigat dal 1987 insieme alla moglie. Nella cittadina di 600 abitanti vicino Tolosa, ha creato una comunità religiosa a cui si sono avvicinati diversi giovani che in seguito hanno compiuto attentati terroristici, li hanno rivendicati o sono andati in Siria per unirsi alla jihad. Tra loro ci sono anche i fratelli Fabien e Jean-Michel Clain, che hanno rivendicato a nome dell’Isis gli attacchi di ParigiMohamed Merahil francese di origine algerina che nel 2012 uccise sette persone a Tolosa e dintorni, e Sabri Essid, fratellastro di Merah comparso in un video dello Stato islamico che riprende la decapitazione di un prigioniero.

Nel 2009 Corel venne processato e assolto per mancanza di prove quando i fratelli Clain e altri estremisti vennero condannati a cinque anni di prigione. La polizia interrogò l’imam anche nel 2012, dopo gli attacchi di Merah, ma non furono formulate accuse nei suoi confronti. Corel dichiarò agli agenti che Merah gli fece visita una settimana prima dei suoi attacchi per chiedergli consiglio su questioni legate al divorzio e all’islam.

Parigi e Bruxelles – A Parigi la polizia francese ha trovato un chilo di esplosivi e varie armi in un appartamento di Saint-Ouen, alla periferia nord della città. Lo ha riferito il quotidiano Le Parisien, affermando che nella perquisizione gli agenti hanno sequestrato due panetti di esplosivo da 500 grammi ciascuno, detonatori elettrici e granate. A Bruxelles, intanto, è il quarto giorno di allerta massima. Le scuole sono ancora chiuse ma da mercoledì metro, istituti scolastici e centri commerciali torneranno pian piano alla normalità.