Quattro anni e due mesi in secondo grado per Ottaviano Del Turco in merito all’inchiesta sulla Sanitopoli abruzzese che con una serie di arresti eccellenti nel luglio 2008 portò alla decapitazione della Giunta di centrosinistra. Lo ha deciso il collegio della Corte d’appello de l’Aquila guidato dal presidente Luigi Catelli e composto dai magistrati Armanda Servino e Luigi Cirillo. L’ex governatore della Regione Abruzzo, il 22 luglio 2013, era stato condannato a 9 anni e mezzo in primo grado.

Ottaviano del Turco è stato condannato per il reato di associazione a delinquere per induzione indebita, ossia per la vecchia concussione per induzione modificata dalla Legge Severino. La riduzione della pena rispetto alla sentenza di primo grado da nove anni e mezzo a quattro anni e due mesi dipende dal fatto che la Corte d’appello ha ridotto gli episodi corruttivi dai 24 della sentenza di primo grado a sei. “Per il mio assistito cade definitivamente l’accusa di corruzione dalla quale è stato assolto perché il fatto non sussiste. Non solo: la sentenza ha stabilito che deve essere risarcito per il danno che gli è stato arrecato. È stato quindi un testimone affidabile”. Questo il commento di Gianluca Ducci, difensore di Vincenzo Angelini, ex patron delle case di cura Villa Pini, e ‘grande accusatore’ di Del Turco. Dalle sue rivelazioni è partita la Sanitopoli abruzzese.

“E’ difficile capire questa sentenza, la singolare distinzione che è stata fatta sulle varie dazioni, quindi bisognerà attendere di leggere il dispositivo per capire come siamo stati assolti dall’80 per cento dei reati e condannati per il 20”, ha dichiarato Marco Caiazza, legale dell’ex governatore. “Ho l’impressione – ha concluso Caiazza – che questa sentenza sia stata scritta con una terza visione dei fatti rispetto al primo processo e alle difese”.

Tra gli altri imputati, l’ex consigliere regionale del Pd Camilllo Cesarone condannato a quattro anni e l’ex segretario generale della presidenza della Giunta regionale Lamberto Quarta a tre anni, con l’accusa di associazione a delinquere per induzione indebita. I due, insieme a Del Turco, sono accusati di essere promotori della associazione. All’ex direttore generale della Asl di Chieti Luigi Conga, in primo grado condannato a 9 anni, sono stati inflitti 3 anni perché l’associazione a delinquere per induzione indebita è prescritta, tranne un episodio, con la pena condonata in quanto commessa prima del 2 maggio 2006.

L’ex assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca condannato a due anni e un mese per essere stato partecipe dell’associazione a delinquere per induzione indebita: stessa accusa per l’altro ex assessore regionale Antonio Boschetti, condannato a un anno e 8 mesi.  L’ex collaboratore di Mazzocca Angelo Bucciarelli è stato condannato a due anni con la stessa accusa di Mazzocca, ma in concorso. Gianluca Zelli, ex dirigente di Villa Pini, è stato assolto, ma la corte d’appello ha trasmesso gli atti alla Procura di Chieti. L’ex parlamentare di Forza Italia Sabatino Aracu è uscito dal processo per prescrizione, ma dovrà risarcire perché condannato in primo grado.