“Bruxelles è una istituzione a cui diamo 20 miliardi di euro ogni anno e ne prendiamo indietro 11. Ogni anno, quindi, diamo 9 miliardi all’Ue. Non ci può dire quali tasse tagliare. Se Bruxelles ti boccia la legge di Stabilità tu gliela restituisci tale e quale e fa uno pari”. Parola di Matteo Renzi che – oltre a garantire che “non ci saranno aumenti di altre imposte dopo l’eliminazione dell’Imu” – ha così commentato a Radio24 le ultime indicazioni della Commissione Ue sulle scelte governative di defiscalizzare la proprietà della casa invece del lavoro. In particolare giovedì, mentre l’esecutivo era riunito per il varo della manovra, il vicepresidente  della Commissione Valdis Dombrovskis aveva ricordato che le questioni fiscali “sono prerogativa degli Stati, ma la Commissione deve vedere come quelle politiche affrontano gli squilibri macroeconomici e le sfide che i Paesi affrontano”.

“Bruxelles non è il maestro che fa l’esame, non ha i titoli per intervenire” sulle scelte economiche del governo, ha aggiunto il presidente del Consiglio sostenendo che “in questi anni c’è stata subalternità psicologica dell’Italia verso gli eurocrati. Certo di deve consigliare ma non ci deve dire la tassa da tagliare”.  Il presidente del Consiglio ha quindi ribadito l’invito a “guardare i dati del deficit di altri Paesi” indicando la Spagna, che sfora il 3% e la Gran Bretagna che “quest’anno ha fatto il 5% del deficit” ed ha approvato “una riduzione di tasse da 20 miliardi finanziata in gran parte con il deficit”. Pronta la replica da Bruxelles con Annika Breidthardt, la portavoce del Commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, che ha rimarcato che la Commissione Ue “ha le basi legali” per poter entrare nel merito delle misure della legge di Stabilità italiana: “Tutti gli Stati hanno firmato il Six pack, il Two pack, il Patto di stabilità e crescita e tutto è parte del Semestre Ue. Affronteremo ora la discussione per capire se le misure sono in contrasto con il patto di Stabilità e crescita”, ha aggiunto, precisando che il giudizio della Commissione sulla legge di bilancio italiana per il 2016 è attesa “alla fine di novembre“.

Tuttavia l’unica cosa su cui Renzi ha dei dubbi al momento è l’approvazione della clausola di flessibilità sui migranti che vale 3 miliardi di euro che Roma ha chiesto a Bruxelles per la legge di Stabilità. “Francamente non so se questo tipo di clausola sarà accolto o meno dalla Commissione”, ha detto giovedì sera al termine del vertice Ue. “Noi abbiamo tenuto una posizione molto rigorosa sulla legge di Stabilità. Abbiamo fatto la legge seguendo le regole europee. Una cosa non scontata, visto che in questo palazzo molti colleghi teorizzano l’importanza di rispettare le regole, salvo poi dimenticarsi di farlo – ha ribadito -. L’Italia invece anche in questo ha cambiato verso. Segue fedelmente le regole e anche quando ne contesta la validità. Oggi facciamo tesoro delle clausole ottenute dall’Italia durante il semestre italiano. Il 13 gennaio 2015 la Commissione ha fatto una buonissima comunicazione sulla flessibilità. Abbiamo tra i 13 e i 14 miliardi di spazio in più, che l’italia ha acquisito grazie a quel lavoro. Poi c’è una ulteriore ipotesi. L’abbiamo messa con tranquillità. Se la clausola sarà confermata, avremo uno spazio maggiore, che ci consentirà di anticipare misure previste per il 2017″.