Mercoledì prossimo Bruxelles sancirà che Fiat Chrysler e Starbucks hanno beneficiato di aiuti fiscali illegali rispettivamente in Olanda e Lussemburgo. A scriverlo è il Wall Street Journal, che anticipa la decisione presa dalla Commissione europea a valle dell’indagine sugli accordi preferenziali tra Stati e multinazionali aperta nel giugno 2014. Nel mirino dell’antitrust Ue ci sono i cosiddetti “tax ruling“, le intese segrete al centro anche dello scandalo LuxLeaks che ha colpito proprio il Lussemburgo, di cui per vent’anni è stato premier l’attuale presidente dell’esecutivo Ue Jean Claude Juncker.

Secondo il quotidiano statunitense, dopo oltre un anno di indagini l’antitrust il 21 ottobre renderà pubblico il suo verdetto: le regole europee sono state violate perché la catena di caffetterie che si appresta ad aprire anche in Italia e la controllata di Fca Fiat Finance and trade (che nel frattempo ha cambiato nome in Fiat Chrysler Finance Europe e si occupa della gestione della liquidità e dei servizi di tesoreria) hanno beneficiato di condizioni di favore rispetto agli altri gruppi. Di conseguenza, anticipa il Wsj, la Ue potrebbe chiedere a Starbucks e al gruppo guidato da Sergio Marchionne di restituire le tasse che non hanno pagato.

Non è ancora chiaro se la Ue abbia chiuso anche le altre due inchieste aperte nel 2014, che riguardano Apple per il trattamento fiscale in Irlanda e Amazon per gli accordi, ancora una volta, con il Lussemburgo. I tax rulings di per sé non sono illegali: si tratta semplicemente di informazioni preventive, da parte dello Stato, sulle somme che la società dovrà versare al fisco. Possono però implicare un aiuto di Stato se la pratica comporta vantaggi selettivi per un’impresa.