In Vaticano si lavora già alla candidatura di Alfredo Antoniozzi come sindaco di Roma. Ventiquattro ore prima che Ignazio Marino annunciasse le sue dimissioni, l’eurodeputato del Nuovo Centrodestra varcava la soglia di casa di monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione ma soprattutto regista del Giubileo che inizierà l’8 dicembre prossimo.

Antoniozzi, nato a Cosenza nel 1956 ma cresciuto politicamente nella Capitale, è figlio dell’ex ministro della Democrazia Cristiana Dario ed è stato coordinatore provinciale di Forza Italia a Roma fino alla nascita del Popolo della libertà. Eurodeputato dal 2004 prima con Berlusconi e attualmente con Alfano, nel 2006 tenta con Forza Italia di scalare il Campidoglio, ma la coalizione di centrodestra gli oppone Gianni Alemanno. Nel 2008, invece, riesce a candidarsi con il Pdl alla presidenza della provincia di Roma, ma viene sconfitto da Nicola Zingaretti. Antoniozzi è stato anche assessore nella giunta Alemanno al Patrimonio, alla casa e ai progetti speciali.

In Vaticano non fanno mistero che il via libera alle dimissioni del sindaco Marino è arrivato senza problemi. Nessuna paura per l’Anno Santo che inizierà tra appena due mesi, assicurano nei sacri palazzi, perché i 33 interventi previsti dal Comune di Roma in vista dell’evento sono quasi tutti di carattere manutentivo e sono già stati avviati da tempo. Interventi che erano stati messi in cantiere dall’assessore ai Lavori pubblici Maurizio Pucci in sintonia con il vicepresidente dell’Opera Romana Pellegrinaggi monsignor Liberio Andreatta

A differenza del 2000, infatti, per esplicita volontà di Papa Francesco, non è stata messa in cantiere nessuna grande opere anche per evitare “gli scandali della cricca” che contrassegnarono il Giubileo wojtyliano. In Vaticano è molto alto il gradimento per il prefetto di Roma Franco Gabrielli, a cui era stato già affidato dal premier Matteo Renzi il coordinamento dell’Anno Santo. Un parziale “commissariamento” di Marino per il Giubileo che ora nei sacri palazzi, dopo le dimissioni del sindaco, sperano che sia confermato e rafforzato dal governo.

Nessuna pressione, chiariscono però dalla Segreteria di Stato, al premier e in particolare al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, unico esponente del governo Renzi che appartiene a un movimento ecclesiale, il cammino neocatecumenale. Molta irritazione, invece, per le affermazioni di monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, uno dei principali organizzatori dell’incontro di Philadelphia dove il Papa si era ritrovato Marino in prima fila. In uno scherzo telefonico della trasmissione La Zanzara con un finto Renzi, Paglia si era lasciato scappare alcune frasi sul rapporto tra Bergoglio e l’ormai ex sindaco che avrebbero potuto minare per sempre la possibilità di un riavvicinamento tra i due.

Twitter: @FrancescoGrana