Doveva essere il primo eco-concerto d’Italia, e invece quello di Ligabue al Campovolo di sabato 19 settembre non sembra essersi rivelato tanto diverso dagli eventi live che in passato trasformavano l’arena reggiana in una sorta di discarica a cielo aperto. Gli annunci da parte della multiutility Iren, che nella città emiliana gestisce la raccolta rifiuti, parlavano di un’iniziativa innovativa volta a ridurre al minimo l’immondizia, ma la realtà dei fatti, per il Movimento 5 stelle reggiano, che per primo aveva chiesto una particolare attenzione sul tema, ha registrato invece un fallimento su tutti i fronti. “A Campovolo Iren Spa fallisce ancora – scrive il consigliere comunale Ivan Cantamessi -. La colpa non è di Ligabue, ma di chi preposto ad organizzare non ha saputo trasmettere elementari regole di buonsenso”.

Le promesse di una manifestazione sostenibile sono sfumate nel giro di poche ore sotto i cumuli di rifiuti abbandonati nell’area del concerto, eppure all’indomani del maxi concerto che ha richiamato nella città emiliana quasi 160mila persone da tutta Italia, è stata la stessa società di servizi a commentare con toni di soddisfazione “la grande adesione all’iniziativa”, che ha visto punti di raccolta differenziata, sensibilizzatori ambientali, aree dedicate alla raccolta, consegna agli spettatori degli strumenti per differenziare. “Gli spettatori all’evento dell’anno hanno raccolto l’importante sfida – ha continuato la multiutility – quella di trasformare questo grande appuntamento in un eco-concerto. Coloro che sono entrati al Campovolo hanno accettato la raccolta differenziata dei rifiuti ed il corretto conferimento dei medesimi all’interno dei contenitori e delle aree dedicate che sono state approntate per l’occasione”.

Tutti espedienti che, secondo i Cinque stelle, non hanno funzionato, come si può anche vedere dalle immagini circolate in Rete (sopra una gallery di immagini tratte dal sito reggio5stelle.it) e sui media locali, che immortalano il Campovolo pieno di rifiuti dopo il deflusso degli spettatori. Il dito è puntato sul “numero insufficiente di isole per la raccolta differenziata, la mancanza di una adeguata informazione, comunicazione e sensibilizzazione da parte di Iren nei confronti dei partecipanti al concerto” continua Cantamessi, che sottolinea anche che “rispetto al numero di persone coinvolte non c’erano abbastanza volontari del riciclo”. Come esempio positivo da cui la multiutility poteva prendere spunto il consigliere cita le esperienze di raccolta differenziata e riduzione rifiuti del M5s a Cesena nel 2010, in piazza San Giovanni a Roma nel 2013 e con Italia 5 stelle nel 2014 al Circo Massimo di Roma, dove venne differenziato il 75 per cento dei rifiuti in collaborazione con Ama Spa, oppure quelle dei Mondiali antirazzisti di Casalecchio.

Per questo, visto il fallimento dell’iniziativa, Cantamessi promette di presentare un’interrogazione in consiglio proprio sulla questione Campovolo 2015, e inoltre di chiedere la convocazione di una apposita commissione che valuti sull’accaduto.