Un programma di tariffe e affitti agevolati per aiutarePuglia la. E magari anche per proporsi come alternativa a Matteo Renzi, che quell’esodo lo ha determinato. Michele Emiliano lancia la sua proposta per mitigare gli effetti negativi della riforma, che nelle prossime settimane potrebbe costringere migliaia di docenti a spostarsi per trovare il posto fisso. Scegliendo, ancora una volta, la scuola come terreno di contrapposizione al premier.

Il piano di assunzioni sta per entrare nel vivo. Dopo la fase zero e la fase A, che hanno coperto tutti i posti vacanti e disponibili negli istituti del Paese, ad inizio settembre scatterà la fase B, per le cattedre residue (16mila circa): saranno le prime nomine con il meccanismo di assegnazione su tutte e cento le province italiane, ovvero con la possibilità di assumere i docenti anche in una Regione differente da quella di provenienza. Poi, tra ottobre e novembre, toccherà alla fase C, i 55mila posti di potenziamento su cui c’è lo spettro dell’esodo di massa da Sud verso Nord . Gli insegnanti che hanno presentato domanda d’assunzione sono spaventati, temono di essere catapultati a centinaia di chilometri da casa e veder sconvolta la propria vita.

In loro soccorso potrebbe venire il governatore della Puglia Michele Emiliano, che venerdì 28 agosto ha incontrato i sindacati per “verificare – come ha tenuto a far sapere sul suo profilo Twitter – l’impatto dei trasferimenti al nord degli insegnanti residenti al sud”. “L’idea – ha poi annunciato in un’intervista a Repubblica – è quella di negoziare con il Governo e con le altre Regioni un sistema di aiuti per le famiglie dei docenti: penso ad affitti agevolati nei luoghi dove i professori andranno a lavorare, penso a convenzioni con treni e aerei per raggiungere casa”. Il tutto, ovviamente, a partire dalla sua Puglia, che “è pronta a partecipare economicamente a un discorso di questo tipo e a creare un modello da esportare altrove”.

Un altro intervento deciso su “la Buona scuola”, una “ trasformazione epocale che stabilizza finalmente decine di migliaia di precari”. Ma quella firmata da Matteo Renzi e dal ministro Stefania Giannini, secondo Emiliano, è anche “una legge che rischia di provocare sofferenza”. E non è la prima volta che l’ex sindaco di Bari la critica apertamente. Lo aveva fatto a più riprese, ad esempio, prima e dopo la campagna elettorale per le Regionali: “Ci hanno fregato gli insegnanti”, aveva detto all’indomani del voto, attribuendo alle scelte del premier sulla scuola l’esito insoddisfacente delle urne. Per poi farsi carico delle istanze dei precari esclusi dalla riforma, dicendosi a favore di una modifica del ddl, e poi dando il via libera in consiglio regionale ad una mozione del M5s contro la legge. “Sulla Buona scuola litigherò con Renzi”, aveva detto. E sta mantenendo la promessa. Perché sulla scuola il premier ha perso tanto consenso con la riforma: c’è una fetta di elettorato tradizionalmente di sinistra che si guarda intorno. Emiliano lo ascolta, per ritagliarsi anche da governatore della Puglia un ruolo a livello nazionale .

Twitter: @lVendemiale