Prima dei sei cavalli neri che trainavano la carrozza antica con la salma, prima dei dodici suv stracolmi di fiori che hanno percorso mezza città portandosi dietro le offerte floreali al caro estinto, c’erano gli agenti della polizia municipale di Roma. I vigili urbani della Capitale, come racconta il quotidiano Il Messaggero, hanno aperto la strada alla carovana funebre di Vittorio Casamonica, il capobastone dell’omonimo clan, le cui esequie sono state celebrate ieri in pompa magna alla chiesa San Giovanni Bosco di Roma.

Quasi una “scorta” al corteo funebre dei Casamonica, dato che i vigili urbani hanno fatto largo alla processione del feretro del boss sinti. L’ultimo viaggio di Vittorio Casamonica è durato dieci chilometri e adesso rischia di gettare nel caos il comune di Roma. Perché la presenza dei vigili urbani smentisce le dichiarazioni arrivate dal Campidoglio fino ad ora: al comune qualcuno doveva essere per forza informato dell’evento, concedendo la presenza della polizia locale per questioni di ordine pubblico.

Nella giornata di ieri tutte o quasi le autorità capitoline avevano, però, negato di essere a conoscenza di alcun dettaglio sulle esequie a Casamonica. Dalla prefettura alla squadra mobile: nessuno sapeva nulla di quello sfarzoso funerale andato in onda al Tuscolano, molto simile agli ultimi saluti dati ai “mammasantissima” italo americani degli anni ’50 resi celebri dal cinema di Hollywood. In serata poi arriva un comunicato stampa della questura, in cui si spiega che “il primo intervento effettuato sul posto risulta essere alle ore 11 circa di questa mattina (ieri ndr) per motivi di viabilità”. E’ lo stesso orario in cui il feretro arriva in piazza Tuscolano, dove ci sono già i vigili urbani e dove il traffico è ormai impazzito.

Adesso si apre un vero e proprio rebus sulla presenza della polizia municipale alle esequie di Casamonica. In questi giorni Ignazio Marino è in vacanza e i pieni poteri sono in mano al vicesindaco Marco Causi: sapeva nulla dell’impiego dei vigili per “scortare” il feretro di Casamonica? “Non mi risulta che la polizia municipale abbia fatto la scorta e dalla sala radio non è arrivata neanche una segnalazione di intralcio al traffico” dice Francesco Morgia, vice presidente del VII Municipio. Tutto comincia ieri mattina intorno alle 10, quando la carrozza trainata dai sei cavalli irlandesi è partita da via di Roccabernarda, quartiere Romanina, feudo bunker dei Casamonica. Da lì ha imboccato via Tuscolana, superando il raccordo anulare, fino ad arrivare nella grande piazza del Tuscolano. Ancora prima che arrivassero i suv con i fiori, i vigili urbani erano già schierati, gestendo il traffico davanti la chiesa don Bosco. Poi ecco arrivare le Jaguar e le Mercedes, lasciate in doppia fila mentre dentro la parrocchia andava in onda l’ultimo saluto a Vittorio Casamonica.

Nel frattempo l’autobus 502 era costretto a fermarsi più volte a causa dell’ingorgo creato dalle auto abbandonate in doppia e tripla fila da chi era andato al funerale: i passeggeri sono stati quindi costretti a scendere in mezzo alla strada  scrutando da lontano i grandi manifesti che raffiguravano il volto papale del boss Casamonica. Sotto c’erano i vigili urbani, la banda Panizza di Frascati che intonava la colonna sonora del Padrino, e un titolo stampato a caratteri scatolato sui manifesti affissi muri della chiesa: Re di Roma.

“Quello che è avvenuto, riportato dai media nazionali e non solo, che avrebbe visto il personale della polizia locale di Roma impegnato ad agevolare il funerale del capofamiglia di un noto clan romano, quasi fosse un grande evento, oltre a screditare l’immagine del Corpo getta nell’imbarazzo tutti i dipendenti capitolini”, dice Marco Milani, coordinatore romano dell’Ugl polizia locale in merito ai funerali “show” di Vittorio Casamonica, capo dell’omonimo clan romano.  “Senza nulla togliere al rispetto della salma e di quei lavoratori che, a quanto riferito dai media, avrebbero addirittura aperto e scortato il corteo funebre, ci si dovrebbe interrogare su chi e perché abbia deciso di comandare ai vigili quel servizio. Certi scandalosi episodi derivano dalla mancanza di identità di un Corpo che, pur avendo e svolgendo a tutti gli effetti funzioni di polizia, resta inquadrato in un ordinamento di tipo impiegatizio ed amministrativo, risentendo per tali motivi troppo spesso dei condizionamenti della politica o del potente di turno”.