Come ha ormai insegnato l’Isis il terrorismo corre sul web. E da tempo anche il proselitismo. Ed è questo che facevano, secondo la Procura di Roma, due nordafricani arrestati dai carabinieri del Ros con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo internazionale aggravata dalla transnazionalità del reato. Abderrahim El Khalfi Abderrahim, 37 anni, nato ad Azemmour, in Marocco, e il tunisino Ahmed Masseoudi, 29 anni, originario di Le Kef, però volevano andare alla affiliazione di Al Qaeda. Volevano fare “attentati” magari in Italia e in Nord Africa e la strage di Sousse e quella del museo del Bardo, entrambe in Tunisia, ci hanno ricordato come sia stato facile per i terroristi uccidere senza pietà. Durante le indagini, la collaborazione con le autorità marocchine ha anche consentito di sventare, nel 2012, un attentato terroristico al Mawazine Festival di Rabat. Il terzo indagato dell’operazione è già detenuto ed è il marocchino Mohammed Majene, 27 anni, di Oujida. 

Il gip: “Condividevano ideali e programmi di Al Qaida”
Gli arrestati erano inseriti, avevano un vita normale, ma non facevano altro che pensare alla guerra santa. Una “partecipazione alla jihad” è “connaturata alle loro vite, ancorché si siano inseriti nella società italiana con attività lavorativa e famiglia, tanto da passare la maggior parte della giornata tessendo rapporti con tutti coloro che – scrive il gip di Roma Stefano Aprile – condividono l’ideale e i programmi di Al Qaida, alimentandone la risonanza e allargandone le fila. La dimensione informatica, con la costante interazione dei suoi membri – ovunque si trovino, purché connessi in rete – costituisce, infatti il tessuto connettivo dell’organizzazione e consente ai vertici di mantenerne il controllo e assicurarne l’operatività per il tramite delle sue articolazioni cellulari”.

Il forum i7ur usato per formare proseliti
Nel mirino dei carabinieri del Ros infatti è finito un forum internet – “i7ur” – acronimo arabo di arabo di Ashak al-Hur, in italiano Amanti delle vergini, “denominazione – sottolineano gli investigatori – fortemente simbolica, in quanto le Hur sono le vergini assegnate in Paradiso ai martiri morti in battaglia”. Un forum che doveva “diffondere l’ideologia di al-Qaida per formare nuovi proseliti, avviandoli ad un percorso di radicalizzazione che dovrebbe concludersi con la decisione a partecipare attivamente alla jihad violenta, ad esempio arruolandosi in un’organizzazione terroristica, partendo per una delle zone di guerra, oppure compiendo autonomamente attentati nei Paesi occidentali”.

Alle indagini hanno collaborato Aisi e Fbi
Masseoudi, secondo gli inquirenti, amministrava e coordinava le attività del sito, mentre El Khalfi, era addetto a specifiche sezioni del sito e alle spese di finanziamento e Mohammed Majene, ideologo del forum e autore di documenti conosciuti tra i simpatizzanti di al-Qaida, pubblicati in altri siti jihadisti, come “al-Shumukh“. Le indagini sono partite proprio seguendo le tracce informatiche di Masseoudi.
L’uomo era un visitatore di un sito di matrice jihadista denominato “Jarchive”, gestito da un cittadino degli emirati Arabi Uniti temporaneamente residente in Australia. Alle indagini hanno collaborato Aisi, i servizi marocchini e l’Fbi.

Indagini su altre 10 persone, un algerino morto in Siria
Gli investigatori stanno cercando di identificare altre dieci persone, componenti della cellula ma residenti in in Nord Africa e Medio Oriente. Tutte già avviate verso processi di radicalizzazione violenta, come dimostra la scelta di alcuni soggetti partecipanti di dedicarsi alla jihad combattente nei teatri operativi. In particolare, nel 2011, uno dei membri del gruppo di gestione, il cui soprannome nel forum era “abujihad.47”, successivamente identificato nel cittadino algerino diciannovenne Khaled Amroune, partiva per la Siria, arruolandosi nelle fila dell’organizzazione Jabhat al-Nusra e restando ucciso in combattimento nei pressi del confine con la Turchia contro le truppe del governo siriano. Il forum operava anche da tramite volontari intenzionati a recarsi in uno dei teatri della jihad per combattere e le organizzazioni terroristiche attive in quei territori, facilitandone il reclutamento. Ad esempio, nel 2012, dopo lo scoppio del conflitto siriano e l’entrata in scena di Jabhat al-Nusrah, gruppo terroristico affiliato ad al-Qaida, Ahmed Masseoudi riceveva da un membro del forum una richiesta d’informazioni su come raggiungere la Siria dalla Palestina ed arruolarsi nell’organizzazione. Richieste ottenute con il contatto con l’amministratore del profilo Facebook ufficiale di Jabhat al-Nusra. 

Lo sventato attentato in Marocco
Dai computer degli indagati veniva acquisita anche la notizia relativa ad azioni terroristiche da compiere in Marocco, con l’obiettivo di colpire il Parlamento e il festival della canzone in programma a Rabat. L’aspirante attentatore, Mouchine Archal, è stato arrestato dalla polizia marocchina prima di entrare in azione. Uno dei principali obiettivi dell’associazione indagata era tuttavia quello di favorire processi di radicalizzazione di frequentatori del sito, per indurli a compiere attentati nei Paesi occidentali.

Per questo pubblicavano anche molti numeri della rivista in lingua inglese “Inspire”, pubblicata da “al-Qaida nella Penisola Arabica” per promuovere la strategia terroristica dei “lupi solitari“, gli indagati hanno utilizzato gli attentati compiuti in Francia nel marzo 2012, da un cittadino francese d’origine algerina, Mohammed Merah, responsabile dell’uccisione di tre paracadutisti dell’esercito francese, di un rabbino e dei suoi figli e di un altro bambino. I membri del forum hanno seguito tutta la vicenda parteggiando per il terrorista ed esaltando il suo martirio. Nei giorni successivi, l’ideologo del forum, pubblicava un lungo testo sull’importanza della strategia della “jihad individuale”, di cui gli attentati compiuti da Merah erano, secondo lui, un lodevole esempio.

L’esaltazione per le stragi di Parigi
Sul sito veniva anche diffuso il video di al-Qaida “incarica solo te stesso”, in cui i leader dell’organizzazione, tra cui il cittadino americano Adam Gadahn di recente ucciso nel corso di un attacco compiuto da un drone in Pakistan, incitavano i propri sostenitori ad attivarsi autonomamente e a compiere attentati terroristici in Occidente. Viene così riproposta la tesi secondo la quale la scelta migliore per chi vuole compiere la jihad è restare nei Paesi occidentali e compiere atti terroristici, il cui effetto è di gran lunga superiore ad eventuali azioni nei teatri di conflitto. In tale ambito, gli indagati hanno fornito il proprio sostegno mediatico agli attentati parigini dello scorso gennaio, esaltando l’azione dei fratelli Kouachi contro Charlie Hebdo ed i successivi atti terroristici di Coulibaly.