Mercati europei tutti in rosso alla riapertura dopo il weekend più lungo per la Grecia. L’annuncio del referendum sulle proposte dei creditori e la decisione di chiudere le banche fino a dopo la consultazione e imporre controlli ai movimenti dei capitali hanno affossato le Borse, a partire da Piazza Affari che ha registrato la performance peggiore dell’Eurozona chiudendo a -5,17%. Gli investitori attendono di capire come evolverà la situazione dopo la scadenza di martedì, quando termina il secondo programma di sostegno finanziario al Paese e con esso ogni forma di aiuto economico ad Atene. Sul fronte obbligazionario, invece, l’iniziale fiammata dei tassi di interesse sui titoli sovrani dei Paesi deboli è rientrata in seguito ai massicci acquisti messi in campo dalla Banca centrale europea. Che nel frattempo ha negato un incremento di 6 miliardi della liquidità di emergenza a disposizione delle banche elleniche, lasciando il tetto a 89 miliardi. Del resto a partire dalla mezzanotte di domani gli istituti saranno considerati insolventi e Francoforte non potrà fare altro che staccare la spina dei fondi straordinari.

Lunedì mattina in avvio di seduta Piazza Affari lasciava sul terreno il 2,1%, poi è crollata a -4,9% e ha aggravato le perdite in chiusura, terminando in rosso del 5,17%, maglia nera d’Europa. La seduta è stato volatile, con i titoli bancari in forte ribasso e a lungo sospesi dalle contrattazioni. Monte dei Paschi di Siena maglia nera a -10,24%, seguita da Ubi Banca che ha perso il 7,95% e Banca Popolare di Milano a -7,91 per cento. Subito dietro Milano si piazzano Madrid, che ha lasciato sul terreno il 4,56%, e Francoforte, a -3,56%.

Per quanto riguarda i titoli di Stato, il tasso di interesse sui Btp italiani è schizzato in avvio al 2,7% contro il 2,1% di venerdì e il differenziale di rendimento (spread) rispetto ai Bund tedeschi, termometro del maggior rischio che gli investitori attribuiscono ai titoli di Stato della Penisola, si è allargato fino a 197 punti base contro i 123 della chiusura di venerdì. Ma in chiusura ha ripiegato a 159 punti, pari a un rendimento del Btp del 2,4%. Comunque il 25% in più rispetto a venerdì. E’ volato anche lo spread dei Bonos spagnoli, a 182 punti base. Chiari segnali di come i mercati, all’acuirsi della crisi ellenica, siano tornati a mettere nel mirino gli altri Paesi dell’Eurozona considerati anelli deboli. Tuttavia il quantitative easing dell’Eurotower ha evitato che i rendimenti superassero i livelli di guardia. Quanto ai bond greci, che non godono dello “scudo” del qe visto che sono esclusi dal piano di acquisto, il rendimento dei biennali è volato al 33% dal 20% di venerdì 26 giugno, mentre il titolo decennale rende il 14,5% contro il 10,8% di venerdì.

In altalena le quotazioni dell’euro, che a causa della possibilità sempre più palpabile di un’uscita della Grecia dalla moneta unica in avvio di seduta ha perso l’1,4% rispetto al dollaro ma nel pomeriggio ha annullato le perdite tornando a quota 1,116.

Gli analisti concordano nel riconoscere il ruolo giocato dall’Eurotower nel contenimento degli effetti della crisi. Secondo un report di Bofa Merryl Lynch, nel breve periodo la convocazione del referendum in una data successiva alla scadenza del piano di assistenza finanziaria avrà un impatto negativo per “l’euro, i tassi di interesse dei Paesi periferici e più in generale tutte le attività rischiose (azioni, commodity)”. Ma “ci aspettiamo anche una forte risposta dalle istituzioni dell’area euro se dovranno affrontare il rischio contagio”. Per esempio “la Bce potrebbe prolungare il programma di acquisto di titoli di Stato (quantitative easing) e aumentarne i volumi” in modo da calmierare l’aumento dei rendimenti dei Paesi deboli. Barclays, in un report dal titolo “Grecia: contagio contenuto”, sottolinea poi che “dall’inizio del quantitative easing della Bce, le Borse europee si sono decorrelate dagli sviluppi del mercato azionario greco, come pure le banche”. Di conseguenza la banca d’affari non ha modificato le sue previsioni sull’andamento dei listini europei di qui a fine anno.