Potrebbe essere la discarica abusiva più grande d’Europa. Lì nella Terra dei Fuochi, in Campania, da tre giorni si scava per capire quanto sia grande l’ammasso di rifiuti sotterrati. Fanghi industriali, bustoni di 25 chili contenenti una volta sostanze chimiche tossiche prodotte da aziende francesi, altri fusti deteriorati con tracce di solventi e vernici. Al terzo giorno di operazioni nell’area ex Pozzi di Calvi Risorta (Caserta) continuano a emergere rifiuti speciali dal terreno dell’area industriale dismessa ormai da 30 anni.

La Procura: “Solo dopo analisi si potrà valutare”
Si ritiene che questa possa essere la discarica abusiva più grande d’Europa, ma la procura di S. Maria Capua Vetere, che ha disposto gli scavi, invita alla prudenza: “Il materiale è in fase di campionamento – si legge in una nota – solo all’esito delle analisi si potrà valutare l’effettiva natura dei rifiuti e quindi la loro eventuale potenzialità dannosa“.

Sono ormai molto numerose le buche realizzate dalle ruspe dell’esercito sotto lo sguardo degli uomini della Forestale che coordinano le operazioni per conto della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere; e in ogni buca i rifiuti fuoriescono già a livello della superficie, a conferma delle cifre date ieri dal Comandante Regionale del Corpo Forestale dello Stati, Sergio Costa, che aveva parlato di una discarica sotterranea di circa 25 ettari per un volume di rifiuti sotterrati di due milioni di metri cubi. “Presto – assicura Costa – saremo in grado di stabilire anche a chi sono stati venduti questi prodotti realizzati all’estero”.

Secondo Costa “nell’area ex Pozzi di Calvi Risorta i rifiuti sono stati tombati secondo un sistema quasi scientifico usato dal clan dei Casalesi.Il nostro è uno spunto investigativo che va approfondito – prosegue  – ma abbiamo constatato che qui a Calvi Risorta come in altre zone del Casertano, dove i rifiuti sono stati sotterrati dai Casalesi, sono state usate modalità che rendono il terreno compatto e non franoso, con vari strati di rifiuti e terra che si sovrappongono fino all’ultimo strato superficiale di poche decine di centimetri di terreno in buono stato. Quel che sembra certo è che chi ha eseguito il tombamento dei rifiuti è un soggetto diverso da chi la commissionato”.

L’ufficio inquirente retto da Raffaella Capasso ha poi confermato che nella giornata di ieri sono emersi dagli scavi sacchi riportanti le seguenti scritte: “politilene/riblene”, “pliolite/Good Year chimica Division”, “Basf”, “Eltex”. Sono stati rinvenuti inoltre altri quattro fusti di cui uno riportante la scritta “Pozzi vernici”. Sul postoerano presenti anche i vigili del fuoco di Caserta del Nucleo Nbcr che non hanno al momento rinvenuto tracce di sostanze radioattive. Domani arriveranno i tecnici dell’Ingv per ulteriori analisi sul terreno.

Il ministro dell’Ambiente convoca riunione
Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha convocato per la giornata di domani al ministero una riunione urgente: presenti il Corpo Forestale dello Stato, il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente e le strutture tecniche del Dicastero. Galletti ha già incaricato Corpo Forestale e Carabinieri di compiere immediate e dettagliate verifiche sull’inquinamento ambientale delle aree interessate.

Don Patriciello: “Il presidente Mattarella venga qui”
“Questa mattina in una lettera scritta al direttore di Avvenire ho invitato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a venire qui a Calvi Risorta, dove sta emergendo un vero disastro ambientale – dice il parroco antiroghi di Caivano (Napoli), don Maurizio Patriciello -. Già qualche mese fa – prosegue il sacerdote icona della battaglia contro il degrado ambientale nella Terra dei Fuochi tra Napoli e Caserta – scrissi una lettera al Capo dello Stato in cui lo invitato a venire nelle nostre terre per stare vicino alla gente e vedere di persone questo scempio. Ora spero che dopo la scoperta di questa bomba ecologica possa accettare l’invito e venire a Calvi”.