In sette mesi hanno speso quasi 160 mila euro per le riunioni del consiglio comunale e a volte riuscivano ad essere presenti in più commissioni diverse nello stesso momento, grazie ad un soprannaturale dono dell’ubiquità: il gettone di presenza da 51,33 euro, però, era naturalissimo e ovviamente doppio. L’ultima Gettonopoli di Sicilia esplode ad Aci Catena, provincia di Catania, nella stessa zona che fece da cornice ai Malavoglia di Giovanni Verga. La voglia di lavorare, invece, non sembra mancare ai venti consiglieri comunali del comune catanese che soltanto tra il giugno del 2014 e il gennaio del 2015 sono riusciti a riunirsi 854 volte: una media di 4 commissioni consiliari al giorno, tutti i giorni, festivi compresi, talmente alta da far impallidire le 1.133 riunioni convocate nel municipio d’Agrigento in un anno, il primo a meritarsi l’appellativo di Gettonopoli di Sicilia.

All’ombra della Valle dei Templi, però, la media di tre commissioni consiliari al giorno aveva fatto scattare le indagini della guardia di Finanza: una fattispecie che difficilmente si verificherà ad Aci Catena. Il motivo? Il regolamento comunale di Aci Catena non specifica il numero massimo delle commissioni che i consiglieri possono fissare e nemmeno la durata minima di ogni riunione utile per fare scattare il gettone. Capita quindi che due diverse commissioni si riuniscano per ben 40 volte con l’obbiettivo di stilare il regolamento della Consulta Giovanile: un atto che sarà evidentemente complicatissimo da stilare, dato che ad oggi non ha ancora visto la luce.

In più ad Aci Catena esistono ben 9 commissioni diverse: questo vuol dire che tra i venti consiglieri comunali c’è anche chi somma fino 6 incarichi contemporaneamente. Cosa succede se due commissioni sono convocate nello stesso giorno alla stessa ora? Logica vuole che il consigliere comunale scelga a quale commissione partecipare, assentandosi dalle altre. La logica, però, non ha nella Sicilia una delle sua sedi di riferimento: e ad Aci Catena capita anche che qualche consigliere sia evidentemente dotato del dono dell’ubiquità. Non si spiega altrimenti come mai il 15 gennaio scorso, alle 15 e 30, solo per citare un esempio, il vice presidente della sesta commissione (Territorio, Cimitero, Sanità, Protezione Civile) si trovi nello stesso momento ad intervenire sia su un atto d’indirizzo per la riduzione del canone dell’acqua potabile, mentre la sua presenza viene registrata anche nella terza commissione, dove si discute di modifiche dello statuto comunale: entrambe le sedute finiranno tra le 18 e 40 e le 18 e 50, eppure secondo i verbali – che IlFattoQuotidiano.it ha consultato – il medesimo consigliere è presente in entrambe le riunioni.

“Evidentemente ad Aci Catena il dono dell’ubiquità esiste: più consiglieri erano presenti nello stesso giorno ed allo stesso orario in commissioni diverse”, commenta Angela Foti, deputata regionale del Movimento Cinque Stelle, che da mesi porta avanti la campagna contro le Gettonopoli di Sicilia. Il movimento di Grillo vorrebbe tagliare i gettoni di presenza e il numero delle commissioni nei consigli comunali, e un disegno di legge sulla materia è fermo da mesi all’Assemblea regionale Siciliana. Si tratta di una norma che cancellerebbe 1.482 posti da assessori e consiglieri comunali, per un risparmio totale di 48 milioni di euro: doveva essere approvata insieme alla legge Finanziaria, ma è stata stralciata.

Finita all’ordine del giorno del 19 maggio, ha subito un altro rinvio, dato che l’aula del parlamento regionale quel giorno era semi deserta: dopo la pausa dovuta alle elezioni amministrative, quindi, la legge anti Gettonopoli tornerà a Sala d’Ercole il 9 giugno. E nonostante manchino ancora ben due settimane per discutere dei tagli ai consigli comunali, il ddl continua ad essere detonatore di polemiche. “Non enfatizziamo la questione delle indennità agli amministratori locali, magari qualcuno dirà che sono difensore della Casta. Ma se io difendo i consiglieri comunali, ad esempio, di Castel di Lucio, in provincia di Messina, che guadagnano meno di 200 euro l’anno, allora sì, difendo questa Casta”, era stato, qualche giorno fa, il commento del presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone. Per la cronaca Castel di Lucio conta 1.300 abitanti, elegge 12 consiglieri, un sindaco e 4 assessori: in pratica un amministratore ogni 70 persone.

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