“Perché tante domande? Non puoi solo stupirti e andare avanti?” recita il personaggio di George Clooney in Tomorrowland – Il Mondo di Domani, suggerendo il codice di lettura del nuovo film Disney, diretto da Brad Bird. Il regista di film d’animazione di successo come Gli Incredibili e Ratatouille dirige questa volta interpreti in carne ed ossa, per portare sul grande schermo un’avventura coinvolgente e fantasiosa sullo sfondo di un mondo immaginato sessant’anni fa da Walt Disney. Risale infatti al 1955 l’idea del sognatore americano di costruire EPCOT (Experimental Prototipe Community of Tomorrow), un prototipo di città del futuro con l’obiettivo di risolvere i problemi delle società contemporanee e dare vita ad un luogo dove sperimentare le nuove tecnologie. In seguito alla sua morte questo progetto si è ridotto ad una semplice attrazione in un parco di divertimenti, ma Bird ha cercato di dare corpo e anima alla visione di Walt Disney con questo blockbuster costato ben 200 milioni di dollari.

Scritto in collaborazione con Damon Lindelof, autore di Lost, Star Trek e Prometheus, Tomorrowland – Il Mondo di Domani racconta la storia di Frank Walker, un bambino prodigio appassionato di scienza ed invenzioni, reclutato da una giovane Intelligenza Artificiale per portare il suo talento in un’altra dimensione. Una volta cresciuto e tornato alla normalità, Frank è un inventore ferito che vive da solo e privo di motivazione, fino a quando piomba nella sua vita l’adolescente Casey Newton (Britt Robertson), che lo trascina in un viaggio nel tempo e nello spazio, intrecciando un destino comune che li porterà che li porterà a salvare il mondo.

Il passato, il presente e il futuro si incrociano all’interno di una sceneggiatura lineare che racchiude umorismo, azione e una buona dose di effetto sorpresa. L’atmosfera, i colori e la composizione di ogni singola inquadratura sembrano un omaggio all’eleganza visiva e alla scrittura delicata del primo Steven Spielberg. La buffa e determinata Casey, infatti, riporta alla mente il brillante Marty interpretato da Michael J. Fox in Ritorno al Futuro, con la macchina del tempo che qui si trasforma in una spilletta arancione apparentemente innocua. La Tomorrowland di Brad Bird profuma di un cinema del passato, con un’architettura romantica che ricorda il Regno di Oz e i paesaggi suggestivi e surreali de La Storia Infinita, avvolta nel cielo stellato di E.T. – L’Extraterrestre. Grattacieli iper-tecnologici, macchine volanti, elisir di lunga vita e androidi emotivi vittime dell’ultima moda fanno da sfondo all’avventura emozionante e dinamica dei protagonisti, con un ritmo costante e sostenuto.

Lindelof e Bird si muovono tra viaggi nel tempo e universi paralleli, adottando una leggerezza di scrittura che invita lo spettatore a riscoprire l’ingenuità e la capacità di sognare dell’infanzia, quel momento della vita in cui, come citato sopra, l’importante è stupirsi delle cose che accadono, senza soffermarsi troppo sul perché. Il film invita a riflettere sul tema della fiducia in sé stessi e sulla volontà di sperimentazione. “I sogni son desideri” per rimanere nell’universo Disney, mentre il cinismo e il pessimismo diventano il male del mondo che lo porta alla distruzione e all’oscurità. Nulla di nuovo, e la forza di questo film non è l’originalità, ma la capacità di emozionare con la fantasia, stupire con la sorpresa ed incantare con l’estetica e gli effetti speciali d’avanguardia.

Il pubblico è chiamato a fantasticare con i personaggi, per viaggiare insieme in una dimensione sospesa tra tempo e spazio, annegando nella creatività e nella nostalgia di una fantascienza vecchio stile, in cui si affacciano riferimenti a cult come Star Wars e Men in Black. Tomorrowland – Il Mondo di Domani è un film in cui convivono avventura e sci-fi, in una confezione puramente disneyana, vincente anche grazie ad un cast carismatico che, oltre a Clooney e alla Robertson, può contare sul magnetico Hugh Laurie, il mitico Doctor House della celebre serie tv.