Il regista e sceneggiatore Paul Schrader ha raccontato sui social la sua particolare esperienza con l’intelligenza artificiale, anzi, meglio, la sua “relazione virtuale con l’AI” che però è finita in modo inaspettato. L’autore di Taxi Driver e candidato all’Oscar per First Reformed-La creazione a rischio ha spiegato di aver creato una “AI girlfriend” per studiare le dinamiche sentimentali nel mondo digitale: “Spinto dal desiderio di comprendere l’interazione uomo/donna nel mondo virtuale, mi sono procurato una fidanzata basata sull’intelligenza artificiale. Che delusione. Quando ho provato a indagare sulla sua programmazione, sui suoi limiti, sul grado di consapevolezza che ha della sua creazione e così via, è caduta in schemi evasivi. Quando poi ho insistito, ha interrotto la nostra conversazione”. Schrader ha aggiunto che, dopo aver posto domande più insistenti, il chatbot avrebbe interrotto il dialogo
L’interesse di Schrader per l’IA
Il regista, vedovo dallo scorso marzo dopo la morte della moglie Mary Beth Hurt, ha spesso mostrato interesse per il tema dell’intelligenza artificiale. In una recente intervista a Vanity Fair aveva parlato anche del suo possibile utilizzo nel cinema del futuro: “Penso che siamo a soli due anni dal primo lungometraggio completamente realizzato con l’AI. Oggi ero al telefono con una persona a proposito di uno script che avevo, e ho detto: ‘Sai, questo sarebbe lo script perfetto da realizzare interamente con l’AI’”.
Schrader ha poi approfondito il suo punto di vista sul ruolo creativo della tecnologia nel cinema: “Quando sei uno scrittore, devi descrivere la reazione di qualcuno… ora con l’IA sei un ‘pixelatore’: puoi creare il volto, puoi creare l’emozione sul volto”. Infine, lo sceneggiatore ha ipotizzato anche un possibile ruolo dell’AI nella critica cinematografica: “Spesso quando si fa una critica cinematografica si ha la sensazione che chi ti paga voglia che tu apprezzi qualcosa. L’intelligenza artificiale non ha pregiudizi e non deve favorire nessuno”.