Il bis in Champions League e addirittura il tris nella Bundesliga. All’inseguimento del primato mondiale fra i costruttori, Volkswagen Group detiene senz’altro quello del controllo di squadre di calcio. Nel torneo tedesco è azionista di addirittura tre: oltre al Wolfsburg, posseduta al 100%, ci sono il Bayern Monaco (l’8,33% attraverso Audi per un controvaolore al momento dell’impegno attorno ai 90 milioni) e, dopo la promozione di domenica scorsa, anche l’Ingolstadt, di cui la casa dei Quattro Anelli ha un quinto delle quote (19,94%). In autunno poi sia il Bayern sia il Wolfsburg prenderanno parte alla Champions League.

A quanto ammonti di preciso l’investimento del gruppo nel ramo non è dato sapere, ma di sicuro sia Martin Winterkorn (il numero uno del gruppo) sia Rupert Stadler (amministratore delegato di Audi) sono dei grandi appassionati: entrambi siedono nel Consiglio di Sorveglianza del Bayern e fanno di tutto per perdersi il minor numero possibile di partite. Lo scontro al vertice che aveva coinvolto Ferdinand Piech (poi conclusosi con la sua uscita dal gruppo) aveva fatto temere ai fan del pallone un calo dell’attenzione, poiché il patriarca ha sempre coltivato altre passioni.

Il marchio Volkswagen sosterrebbe il club della città, Wolfsburg, attualmente secondo e già aritmeticamente certo dell’ammissione alla competizione regina in Europa senza necessità di passare attraverso le qualificazioni, con un importo annuo attorno ai 95 milioni di euro. Che l’anno prossimo salirebbero a 150 in considerazione dell’iscrizione alla Champions.

Nel Bayern, la sola presenza dei due top manager ai vertici della società significa quasi da sola l’importanza, anche dal punto di vista lobbystico, degli affari che possono ruotare attorno al calcio. E con l’Ingolstadt nella massima serie tedesca è come se il gruppo potesse “controllare” un sesto delle 18 società. La presenza nella Bundesliga è ancora più massiccia perché, almeno finora, il gruppo è sponsor anche di Schalke 04 (allenata dall’italiano Roberto Di Matteo), Borussia Dortmund, Amburgo, Werder Brema e Borussia Moenchengladbach. In totale fanno 16 società, compresa la seconda serie e inclusi tutti i marchi, senza contare la Coppa di Germania, sostenuta direttamente dal brand Volkswagen. E quest’anno a giocarsi il trofeo saranno proprio Wolfsburg e Dortmund, entrambi sotto l’ala VW.

I maligni possono sospettare il “peggio”. E le ultime due sconfitte del Bayern – contro l’Augsburg (che si è assicurato l’Europa League) e contro il Friburgo, squadra in lotta per evitare la retrocessione, hanno fatto storcere il naso a qualcuno. Lo stesso Pep Guardiola ha spiegato di capire che alcuni club possano essere decisamente arrabbiati. Ma la dietrologia sugli sponsor è una disciplina, almeno per ora, che non praticata troppo seriamente.

Ma non tutti i costruttori sono così appassionati di calcio. Nel “derby” automobilistico tedesco, il marchio Opel è sparito dalle maglie del Dortmund (la società che ha ingaggiato l’italiano Ciro Immobile) che ha preferito tenersi solo il suo prossimo ex mister Jürgen Klopp come testimonial. BMW il calcio ha scelto di non filarselo proprio preferendogli altre discipline, meno di massa, come il golf.

Mercedes-Benz è impegnata con lo Stoccarda (dove ha sede il gruppo) che rischia la retrocessione nella serie cadetta, ma soprattutto è il marchio che “trasporta” la nazionale campione del mondo. Pare che la Stella sostenga la squadra della città con 6 milioni di euro. Gli stessi che, sempre secondo indiscrezioni, che sborserebbe ogni 12 mesi Alfa Romeo per comparire sulle casacche rossonere dell’Eintracht Francoforte con un contratto triennale che scadrà alla fine della stagione 2015/2016.

Nella foto, Bas Dost del Wolfsburg festeggia dopo aver segnato contro l’Hertha il 22 febbraio a Wolfsburg.