Il Racconto dei Racconti è finalmente cronaca dalla Croisette, essendo oggi la sua giornata ufficiale di presentazione al 68° Festival di Cannes con proiezione di Gala al Gran Théatre Lumière alle 22 e 30. Matteo Garrone, celebrato con adorazione dal suo cast internazionale, è apparso disinvolto e sereno alla conferenza stampa del film che ha raccolto i consensi dai diversi angoli del pianeta. Ed è questa la grande soddisfazione per un cineasta, l’universalità del suo linguaggio.

La fiaba, peraltro, è il racconto universale per eccellenza ma il timore era che il modo in cui Matteo l’ha declinata non fosse di gradimento/comprensione estesi. I complimenti sono andati proprio alla sua regia, e alla sua straordinaria capacità di mostrare una visione complessiva dell’opera senza mai perdere l’attenzione al singolo dettaglio. Qualcosa da grande maestro, insomma. L’ha spiegato bene Salma Hayek, che in Tale of Tales interpreta la Regina: “Matteo faceva ripetere i ciak non perché non andassero bene, ma perché da ciascuna sequenza voleva tirar fuori la sua unicità, il suo cinema e non semplicemente un buon cinema”.

E infatti pur avendo cambiato alcuni dei racconti selezionati di Giambattista Basile (specie alcuni finali…) “ho voluto si trattenesse in essi l’anima profonda”. Un mondo al femminile raccontato da quattro sceneggiatori maschi, con personaggi tanto archetipici quanto speciali. Se la britannica Bebe Cave (la principessa) non ha avuto alcuna difficoltà ad entrarvi “mi sembra l’adolescente perfetta, con ognuno dei suoi problemi”, la messicana Hayek ha interpretato il suo personaggio col desiderio vi “si comprendesse la sua ossessione di avere un figlio, così frequente in tante donne”, mentre il francese Vincent Cassel (il secondo Re) ha trovato in quell’uomo “perennemente alla ricerca della giovinezza apparente un archetipo modernissimo e di inquietante solitudine”. Quanto all’americano John C. Reilly (il primo Re) non ci sono stati dubbi sull’immedesimazione: “Anche io ucciderei un drago marino per amore!”.

La platea di Cannes, preparatissima sul cinema di Garrone, ha mostrato curiosità rispetto allo scarto di genere nella sua filmografia con questo nuovo progetto, interrogandosi profusamente sul perché della scelta di una raccolta di fiabe partenopee così antica e ignota. Ma, come lo stesso regista aveva avuto modo di spiegare ai suoi connazionali, “non si tratta di un abbandono del mio stile, o del mio cinema come dite voi, bensì di un rafforzamento visto che arrivo dalla pittura e il mio sguardo si è sempre nutrito di universi materialmente magici”. Stasera capiremo se Il Racconto dei Racconti raccoglierà anche il favore del pubblico sulla Croisette, in attesa di leggere domani mattina i primi dati del box office nazionale: ciò a cui Matteo tiene maggiormente nella sua neo veste da produttore.

mad max

 

Lontanissimo da Tale of Tales ma per certi versi solo in apparenza almeno in termini di follia, l’altro film celebrato oggi a Cannes è l’atteso Mad Max: Fury Road di George Miller. Ovviamente proposto fuori concorso, troverà stasera alle 19.30 il suo trionfo global-mediatico portandosi a presso due star maiuscole quali Tom Hardy e Charlize Theron, sempre splendida. Il regista australiano è tornato alla sua nota saga dopo 30 anni dall’ultimo episodio (Mad Max Beyond Thunderdome) mentre la prima puntata (Mad Max) risale al 1979. Definito da Miller stesso un “inseguimento per estensione” Fury Road è di fatto una rutilante corsa nel deserto di due ore, perpetrata da inseguiti e inseguitori tutti a bordo di tir/carri/furgoni scalcagnati, con tanto di colonna sonora rock in perenne tensione (e chitarrista elettronico montato su uno dei veicoli dei cattivi) e una non-trama da non-capire.

Max (Tom Hardy) è l’eroe di sempre che sostiene Furiosa (Theron) alla riconquista della sua leadership persa a causa dell’occupazione di personaggi brutti e violenti. Con lei un gruppo di magnifiche donzelle semivestite a sottolineare la “femminilità preponderante di questo film” aggiunge il regista. “Beh è questo uno dei motivi che mi ha attirato a prenderne parte” ha scherzato Tom Hardy. Le ovazioni per questo blockbuster di culto che esce oggi in contemporanea nel mondo (Italia inclusa) sono arrivate fin dalla sigla alla proiezione stampa stamani e siamo certi si moltiplicheranno alla presentazione ufficiale. “Credetemi, è stata una vera fatica rimettersi su Mad Max: senza dialoghi, con veicoli veri e persone vere per sette mesi nel deserto. Alla fine siamo tutti impazziti” chiude il 70enne ma evergreen Miller, travolto dall’ennesimo applauso.