In un futuro senza speranza, legge e pietà – come recita il nuovo trailer – il mondo ritornerà ad essere “mad”. L’evento cinematografico della primavera 2015 è quindi pronto: Mad Max: Fury Road, il reboot della saga del personaggio reso celebre dall’interpretazione di Mel Gibson rivive su grande schermo con l’anteprima al prossimo Festival di Cannes del 14 maggio 2015. Il nuovo trailer è online.

Alla regia torna il 70enne australiano George Miller, colui che nel 1979 esordì proprio con Interceptor / Mad Max, poi proseguì la carriera con grossi incassi grazie a Mad Max 2: The Road Warrior (1981) e Mad Max: Beyond Thunderdome (1985). Lo scenario post apocalittico dove agirà nuovamente l’oramai ex poliziotto ora giustiziere a tempo pieno Max Rockatansky torna ad essere abitato da bande armate, truccate, inanellate, iperpalestrate, con un’estetica che qualcuno ha già paragonato alla Ken il Guerriero, dedite a furiose battaglie senza fine per ottenere benzina e acqua. Mad Max, interpretato da Tom Hardy, dopo aver perso amici e famiglia, se ne sta tutto solo cercando di sopravvivere, ma viene suo malgrado coinvolto nella fuga di un gruppo di balordi guidato dall’imperatrice Furiosa – una Charlize Theron con il cranio rasato a zero – che, a quanto pare dalle prime indiscrezioni, lega come un salame Max in piedi sul cofano di un blindato con tanto di museruola alla Hannibal Lecter. Il gruppo fugge dal cattivissimo Immortan Joe, cui è stato sottratto qualcosa di insostituibile. Furibondo, l’uomo ha sguinzagliato tutti i suoi uomini sulle tracce dei ribelli dando inizio ad una guerra spietata. Con Hardy e Theron ci saranno anche Nicholas Hoult (X-Men – L’Inizio), Hugh Keays-Byrne – il cattivo Toecutter capo banda degli assassini nel primo Mad Max -, la bella Zoe Kravitz, figlia del cantante Lenny, vista in X-Men e Good Kill di Andrew Niccol -, le modelle Abbey Lee Kershaw, Courtney Eaton, e perfino il ritorno della signorina Vodafone, Megane Gale.

Il progetto Mad Max: Fury Road ha visto una gestazione lunghissima di oltre un quindicennio, tanto che non più tardi dell’estate 2013 il set sembrava essere ancora in alto mare. Così se l’exploit fantascientifico del ’79 venne prodotto con nemmeno 300mila dollari australiani di budget, guadagnando poi oltre 100 milioni di dollari statunitensi in tutto il mondo, oggi i produttori Kennedy Miller Mitchell, Village Roadshow Pictures e Warner Bros hanno deciso di non badare a spese, finendo oltretutto per rimpinzare la cifra iniziale stanziata per concludere il film in corso d’opera, sborsando oltre 100 milioni di dollari. Nonostante il riecheggiare dei deserti australiani Mad Max, capitolo quattro, oltre che a Penrith e Poth Hills in Australia, è stato girato principalmente in Namibia e negli studi di Cape Town in Sud Africa. Una scelta tutta incentrata sul risparmio nei termini di bassissime tasse concesse dal paese africano, ma che nell’estate del 2014 ha portato ad una protesta altrettanto furiosa di molti gruppi ambientalisti che hanno accusato la produzione del film, girato nel parco nazionale Dorob, nel deserto del Namib, lungo la costa atlantica meridionale dell’Africa, di avere distrutto ecosistemi naturali intonsi da oltre 50 milioni di anni.

Un’altra scelta che ha fatto discutere molto i fan della saga sul web è stata la scelta di allontanare Mel Gibson dal reboot preferendo una star in ascesa come Tom Hardy. “Stavamo per fare un nuovo Mad Max e lo stavamo per realizzare con Mel – ha spiegato Miller non più di un mese fa dal SXSW Festival. “Poi c’è stato l’11 settembre e il dollaro americano ha perso terreno rispetto a quello australiano e il budget è cresciuto a dismisura. Per quando Fury Road era pronto a partire, Mel aveva svariati problemi. Poi la storia non era sullo stile di Gli Spietati, dove si raccontava la vicenda di un personaggio ormai invecchiato. Era nettamente lo stesso Max, quello giovane”.

Giocoforza chiamare un prestante Hardy, oramai assurto a divo grazie all’interpretazione in The Dark Knight Rises, Locke e in Child 44 – di cui si parla un gran bene: “La cosa divertente è che Tom aveva appena sei settimane di vita quando abbiamo girato il primo Mad Max e Mel ne aveva ventuno. Quando abbiamo fatto Il Guerriero della Strada ventiquattro. Sembrava molto più uomo, nonostante la giovane età. Quando stavamo effettuando il casting per Mad Max: Fury Road ho visto Tom in Bronson. Così ho subito pensato che avesse tutto il range recitativo necessario. Viene dal teatro, proprio come Mel, dove ha recitato tutto Shakespeare. Ha carisma, e si tratta di una qualità necessaria per Mad Max. Anche da questo punto di vista mi ha ricordato molto Mel”. Infine, va ricordato il percorso da regista di Miller che con Mad Max esordì facendosi conoscere in tutto il mondo poi è passato a regie meno impegnative come L’olio di Lorenzo (1992), e dedicandosi a film con protagonisti buffi animaletti: Babe (1995) e Happy Feet 1 e 2 (2006- 2011).

Il nuovo trailer