Fino a pochi anni fa era la capitale del berlusconismo, la prima regione azzurra, il granaio sempre colmo di voti per i candidati di Forza Italia. L’ultimo flash risale alle politiche del 2013, con il Pdl che riesce a portare a casa il premio di maggioranza al Senato: immagini che sono già in bianco e nero, dato che oggi in Sicilia Forza Italia semplicemente non esiste più. Lontanissimi i tempi in cui il partito fondato da Marcello Dell’Utri faceva man bassa di preferenze a qualsiasi tornata elettorale. Finito in archivio è anche il “cappotto” del 2001, quando il Polo delle Libertà conquistò tutti i 61 seggi siciliani alle politiche: oggi, invece, Forza Italia non riesce neanche a presentare le liste per le elezioni amministrative. Nei 53 comuni siciliani che andranno al voto il 31 maggio, soltanto in due casi il partito azzurro è riuscito ad inserire nelle schede elettorali il proprio simbolo: a Gela, in provincia di Caltanissetta, e a Milazzo, nel messinese. “Siamo l’unica grande città siciliana a presentare il simbolo di Forza Italia”, gongola il vice coordinatore siciliano del partito azzurro Michele Mancuso, tradendo un entusiasmo eccessivo: come dire che oggi per i forzisti è già un successo riuscire a presentare la propria lista per le comunali. Nella città per anni amministrata dal governatore Rosario Crocetta, i berlusconiani sostengono la candidatura di Gioacchino Pellitteri, e sfidano il sindaco uscente, il democratico Angelo Fasulo. A Milazzo i forzisti sono riusciti a raccogliere le firme per sostenere la candidatura di Lorenzo Italiano: nel resto dei casi, invece, il simbolo degli azzurri non comparirà in nessuno degli altri 51 comuni chiamati alle urne.

Nei soli due capoluoghi di provincia che andranno al voto in Sicilia, Forza Italia è perfino scomparsa dal radar delle alleanze politiche. A Enna, feudo elettorale di Mirello Crisafulli che si candida sindaco senza il simbolo del Pd (ma con quello identico di Enna Democratica), il partito di Berlusconi non è mai esistito, mentre ad Agrigento il simbolo di Forza Italia è scomparso per la prima volta dalle schede elettorali. In compenso è spuntata una lista civetta, battezzata “Forza Silvio”: ammiccamento voluto che però non si riferisce all’ex premier, ma a Silvio Alessi, il candidato sindaco del movimento Patto per il Territorio, fondato dal deputato forzista Riccardo Gallo. Altre liste “camuffate” ma senza il simbolo ufficiale si possono trovare a Barcellona Pozzo di Gotto (con Forza Barcellona che sostiene il candidato Roberto Matera), ad Augusta (con Lista Azzurra in sostegno dell’aspirante sindaco Domenico Morello) e a Licata (dove il candidato Angelo Cambiano ha presentato la lista Forza Azzurri). Esultano a metà, invece, i berlusconiani di Tremestieri Etneo, in provincia di Catania: il candidato Sebastiano Caruso non potrà fregiarsi del simbolo di Forza Italia, accontentandosi della lista Azzurri per Tremestieri, in compenso però anche il Pd non ha presentato il proprio simbolo a causa di una svista burocratica.

“Forza Italia eleggerà almeno 100 nuovi amministratori in questa tornata elettorale”, annunciava il coordinatore degli azzurri in Sicilia, Vincenzo Gibiino: una promessa che a tre settimane dal voto sembra difficile da mantenere. E se Forza Italia scompare, in Sicilia per la prima volta si moltiplicano i candidati di Matteo Salvini (anche se il segretario della Lega è stato accolto in Sicilia da una sfilza di contestazioni, l’ultima la sera del 12 maggio a Marsala – video). Nei mesi scorsi il deputato della Lega Nord Angelo Attaguile aveva lanciato la lista Noi con Salvini, stampella meridionale del Carroccio, che oggi è riuscita a presentare un candidato sindaco nei principali centri della Sicilia. Da Milazzo, a Marsala, passando per Villabate, Gela, Bronte Pedara sono parecchi i siciliani che si sono scoperti seguaci di Alberto da Giussano: perfino ad Agrigento sono spuntati come funghi i supporter di Marco Marcolin, deputato veneto del Carroccio, desideroso di fare il sindaco nella città dove ha trascorso le vacanze negli anni scorsi. Dopo la quasi estinzione di Forza Italia, i bookmaker scommettono su una crescita esponenziale dei Leghisti di Sicilia: una situazione paradossale, come nella migliore tradizione dell’isola laboratorio politico permanente.
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