A Luciano Ligabue piace fare le cose in grande. Siamo al Campovolo di Reggio Emilia e siamo in tantissimi. L’appuntamento è per festeggiare i suoi 25 anni di carriera e scoprire che il prossimo 19 settembre ci sarà una grande festa con il concerto più lungo di sempre: tutto l’album d’esordio “Ligabue”, live, tutto “Buon Compleanno Elvis”, tutto il meglio di “Giro del mondo”. Un’overdose di Ligabue insomma. La pista del Campovolo è allestita con dei grandi schermi a led che rappresentano tutte le copertine della sua discografia e da ognuna esce un pezzo: “Ho messo via”, “A che ora è la fine del mondo” e così via fino al palco. Il cielo è terso e le stelle si vedono bene, situazione perfetta per un sognatore… Guai a immortalare il momento, guai a twittare. La scelta è quella. Una chitarra e una voce che riconoscereste da molto lontano intonano “Sogni di R&R”, sbagliano gli accordi di “Certe notti” (“L’avete sentita troppe volte fatta bene, spero abbiate apprezzato la cacofonia”) e concludono con “C’è sempre una canzone”.

E poi via con le chiacchiere: niente politica, niente calcio, niente attualità. Facciamoci bastare la musica. Quanto sei cambiato? Ci sarà un nuovo Ligabue? Tre aggettivi per definire questi 25 anni. Avventurosi, inaspettati, appaganti, dichiara. Dall’incoscienza, alla consapevolezza di avere delle responsabilità, fino alla totale mancanza di pudore nel dire le cose: “prima nelle mie canzoni erano dei personaggi che parlavano, adesso sono io”.

Scivoloni? “Ci sono stati eccome, dopo il terzo album – “Sopravvissuti E Sopravviventi” – ho pensato che la mia carriera fosse finita. E poi nel ’99 con “Miss Mondo” stavo vivendo davvero un importante problema di identità. Dovevo spiegare come, nonostante tutto stesse andando bene, io stavo male”. In 25 anni di carriera ci sono 18 album pubblicati, due raccolte di racconti, un romanzo, un libro di poesie e due film, Ligabue ha fatto tantissimo, eppure continua a stupirsi di come abbia ancora altro da dire. “Ho capito che parlare con il linguaggio comune funziona, arrivare alla gente è quello che mi interessa, altrimenti ho sbagliato”. Gli aspetti più interessanti che rivela sono rispetto alla fruizione che fa della musica: “Per motivi di crollo di mercato si è impoverita di certe cose, anche a voi chiedono di avere un altro titolo, la musica non basta. Oggi mi rendo conto che ne fruisco male, ascolto su Spotify senza approfondire. La musica è sempre di più un sottofondo mentre mandiamo le mail”.

Lui però continua a voler far provare la massima goduria possibile e i sogni di rock’n’roll continuano, anche se – dice – il mondo all’altezza dei suoi sogni non l’ha ancora avuto, ma crede anche che non lo avrà mai. Da oggi in prevendita i biglietti del “Campovolo – La festa 2015” al costo unico di 50 euro. Chiunque lo farà avrà in regalo lo Special Box Campovolo 2015. La festa inizierà dal pomeriggio del 18 settembre fino alla notte del 19, ci sarà la possibilità di acquistare posto auto e posto tenda e si potrà raggiungere il Campovolo con treni speciali e pullman da tutta Italia.