Il sorpasso: un film prodotto da Claudio Lotito, per la regia di Stefano Pioli, con la partecipazione straordinaria di Felipe Anderson e tanti altri protagonisti, da Candreva a Klose, passando per il capitano Mauri. Alzi la mano chi la passata stagione (ma anche quest’anno, prima di Natale) avrebbe scommesso un centesimo sulla Lazio davanti alla Roma nella classifica della Serie A. A giugno scorso i giallorossi chiusero il campionato con quasi 30 punti di vantaggio sui rivali; alla tredicesima giornata il distacco era già di undici lunghezze. Era solo novembre, pare una vita calcistica fa. Adesso le posizioni si sono invertite.

La Lazio davanti alla Roma e il web che si scatena, perché nella Capitale il calcio è passione e folklore. E un derby così ad alto livello non lo si vedeva da anni. Gettonatissimi i fotomontaggi sulla storica pellicola di Dino Risi, con il buon Lotito al posto di Vittorio Gassman. Ma dal violino di Garcia al selfie di Totti sotto la curva dopo il gol nel derby, sono tanti i momenti che i tifosi biancocelesti stanno rinfacciando ai cugini: a Roma sponda giallorossa quest’anno hanno parlato troppo. Il campo sta dando ragione a Lotito, che aveva scommesso la presidenza della sua Lazio sulla mancata vittoria della Roma. I giallorossi non soltanto non conquisteranno lo scudetto. Rischiano di non arrivare neanche secondi. La distanza è nei numeri e nel gioco, che sono poi l’uno la conseguenza dell’altro. Otto vittorie consecutive da una parte (ad un passo dallo storico record dei dieci successi del ‘98/’99), appena due negli ultimi otto turni dall’altra. Un attacco irresistibile, il migliore della Serie A davanti anche ai campioni della Juventus, rispetto ad una manovra lenta e sterile, che è diventata un po’ la caricatura di se stessa. Una squadra diverte, l’altra irretisce i propri tifosi. Che sono volubili, certo, ma la differenza in fondo è tutta qui.

I meriti dell’exploit della Lazio sono sotto gli occhi di tutti. Quelli di Lotito in primis: che potrà non piacere, potrà avere modi da guappo (a volte ai limiti dell’illecito), ma indubbiamente ha costruito una squadra vincente. Spendendo in estate il giusto (una campagna acquisti importante, da quasi 30 milioni di euro complessivi), e vincendo scommesse clamorose, come quelle di Felipe Anderson e Antonio Candreva, oggetti misteriosi fino a poco tempo fa, oggi top player che non sfigurerebbero nelle big europee. Così come sono innegabili le responsabilità in casa giallorossa. “Er progetto”, quello che avrebbe dovuto portare quest’anno allo scudetto, è in chiara fase di rigetto. Garcia sembrava finalmente il condottiero giusto per fare grande la Roma; invece dopo una stagione di esordio strepitosa ha toppato clamorosamente la conferma, peccando spesso di presunzione tattica (e anche verbale). Sabatini, che l’anno scorso aveva azzeccato tutte le mosse (Gervinho, Strootman e Benatia), ha smantellato la squadra a gennaio, cedendo un tassello prezioso come Destro a fronte di acquisti (Doumbia, Ibarbo) fin qui davvero inspiegabili. Risultato: Lazio seconda, Roma terza, lontanissima dallo scudetto, forse fuori perfino dalla qualificazione diretta alla Champions League.

Il testa a testa non è solo questione d’onore cittadino: in ballo a questo punto ci sono quasi 30 milioni di euro. Quelli che garantisce la partecipazione all’Europa che conta, tutt’altro che sicura con il pericoloso preliminare di agosto. L’esempio del Napoli lo dimostra chiaramente: arrivare terzi vuol dire non avere certezze di bilancio, non poter programmare il mercato fino all’ultimo; e magari beccare nell’urna una squadra del calibro di Manchester City, Valencia o Leverkusen (oggi sono queste le indicazioni che arrivano dagli altri campionati) con cui il rischio di uscire e precipitare nella povera Europa League si fa altissimo. Un potenziale disastro, insomma, una battuta d’arresto per qualsiasi “progetto”. Anche per quello, ormai proverbiale, della Roma. Probabilmente sarà decisivo proprio lo scontro diretto: Lazio-Roma alla penultima giornata, forse il derby più importante di sempre. Ammesso che la Roma sia ancora in corsa fra un mese e mezzo: ad oggi la Lazio viaggia a velocità doppia. E sabato prossimo (come poi anche in finale di Coppa Italia) affronterà la Juventus: per capire dove può arrivare veramente, nella partita che rappresenta il meglio del calcio italiano in questo momento.

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