Derby rovinato. Non sul campo, dove i giocatori erano stati bravi a dar vita ad un incontro molto acceso (alla fine otto cartellini gialli) ma corretto. Come spesso accade al calcio italiano, il brutto avviene fuori dal terreno da gioco. Curve chiuse sia alla Roma che alla Lazio come risultato degli scontri del dopo partita. E rissa verbale tra le società, con Lotito che attacca Totti, la Roma che rievoca il coinvolgimento di Mauri nel calcioscommesse e la Lazio controreplica puntando il dito contro i conti in disordine dei giallorossi. Con buona pace del fair-play, che pure si era visto all’Olimpico.

Colpa del selfie della discordia di Francesco Totti. È stato Claudio Lotito ad accendere la miccia, parlando di gesto “inopportuno”: “Sono cose che non c’entrano nulla con il calcio. Non che possa creare incidenti, ma può stimolarli in una situazione esacerbata”, ha spiegato intervenendo al programma radiofonico Un giorno da pecora. “Io sono un analogico, non un tecnologico, i selfie non li faccio. E neppure il mio capitano l’avrebbe mai fatto”. Parole che hanno trovato subito conferma da parte di Stefano Mauri, anche lui in gol nel derby: “Io non lo avrei mai fatto, ma abbiamo caratteri diversi”. Eppure il gesto di Totti non era parso particolarmente offensivo, indirizzato solo ai propri tifosi e non agli avversari. Forse a scatenare le polemiche è stato il ricordo di esultanze passate, come ad esempio la storica maglietta “Vi ho purgato ancora” del ’99, ferita ancora aperta per il popolo biancoceleste a distanza di 15 anni. O semplicemente la beffa di un derby pareggiato in rimonta, dopo che nel primo tempo la Lazio aveva dominato e assaporato la vittoria. Comunque sia, Lotito si è sentito in dovere di intervenire. E si è spinto anche oltre, dichiarando che “dal punto di vista tecnico è impossibile che la Roma vinca lo scudetto, ci scommetto la presidenza della Lazio”.

Inevitabile, a quel punto, la replica giallorossa. Ironica quella del presidente James Pallotta, che ha usato Twitter per stuzzicare Lotito in tema di foto: “È un peccato come Lotito commenti Totti. È stato un gran momento ma avrei quasi preferito un suo selfie con la sua faccia sul gol”, ha scritto sulla pagina ufficiale del club. Decisamente più stizzita, invece, la risposta del direttore generale giallorosso, Mauro Baldissoni: “Quelli della Lazio sono esperti di scommesse”, ha dichiarato, con chiara allusione alle vicende in cui è stato coinvolto proprio il capitano biancoceleste, Stefano Mauri. Aggiungendo: “Se Lotito scommette la presidenza c’è il rischio che anche i tifosi della Lazio tifino per noi”. Non è un mistero, infatti, che il presidente della Lazio non sia troppo amato dai suoi ultrà. Ma non è un mistero neppure il suo carattere guascone: Lotito è uno che non ci sta a perdere dialetticamente. E anche questa volta ha voluto avere l’ultima parola: “Baldissoni non perda tempo e pensi a tenere in ordine i conti della sua società. Le uniche scommesse vinte dalla Lazio sono quelle dell’efficienza e del risanamento”.

Il derby è finito male dopo il triplice fischio dell’arbitro, insomma. E a completare il quadro negativo, è arrivata la decisione del Comitato sulla sicurezza sportiva del Viminale di limitare ai soli possessori della tessera del tifoso l’accesso alla Curva Nord della Lazio e alla Curva Sud della Roma per un turno di campionato (uno anche di Coppa Italia per i giallorossi). Un “intervento preventivo” reso necessario dal comportamento delle due tifoserie in occasione del derby (tre arresti e sequestri di materiale pericoloso dopo la partita). Perché in effetti, nonostante lo spettacolo dei gol e il selfie di Totti, come ha detto il presidente del Coni Giovanni Malagò “il derby sarà davvero una festa solo quando non accadrà nulla fuori dal campo”.

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