Non c’è legge sul conflitto di interessi o anticorruzione che tenga. Gli ordini professionali, sostenuti dalla politica, hanno vinto la battaglia delle doppie poltrone. Lo scorso 31 marzo la Giunta per le elezioni del Senato, contro i pareri dell’Anac, Autorità Nazionale Anticorruzione, ha stabilito che i senatori forzisti Mandelli e D’Ambrosio Lettieri potranno mantenere il loro incarico ai vertici della Federazione dei farmacisti. A nulla sono valse le numerose delibere dell’Anticorruzione o l’ostinata battaglia dei parlamentari 5 stelle contro la sovrapposizione di cariche e poteri. La resistenza bipartisan, che alla Camera ha visto Forza Italia e Pd uniti contro il presidente Cantone accusato di “eccesso di zelo, ha portato a casa il risultato. Grazie anche alla recente e astuta modifica dei regolamenti interni adottata dalla Federazione dei farmacisti: un piccolo intervento, approvato con particolare tempismo, che nega la presenza di poteri gestionali in capo ai propri presidenti. Il pilastro su cui si fondava l’evidenza del conflitto di interessi rilevato dall’Anticorruzione.

Il presidente Anac Cantone aveva avvisato di questa possibile scappatoia durante la sua ultima audizione alla Camera: “Modificando regolamenti e statuti si può aggirare la legge sui doppi incarichi”, aveva pronosticato. Detto, fatto. Pochi giorni prima del pronunciamento della Giunta la Federazione dei farmacisti ha modificato l’articolo 19 del suo regolamento interno stabilendo che il presidente dell’ordine assolve ad una mera funzione “di indirizzo politico-amministrativo” mentre i poteri gestionali spettano al direttore. Due righe per negare, formalmente, la presenza di “poteri gestionali diretti” in capo ai presidenti. Quei poteri su cui, appunto, si gioca la partita dell’incompatibilità e che secondo l’Autorità Anticorruzione avrebbero dovuto impedire ai senatori forzisti Mandelli e D’Ambrosio Lettieri, e i Pd Silvestro e Bianco (entrambi poi rinunciatari) di ricandidarsi per l’imminente rinnovo delle cariche nazionali . Così come rendevano incompatibile la carica di presidente dell’ordine interprovinciale dei Farmacisti di Bari-Barletta-Adria-Trani per il senatore Lettieri.

“Il compito cui è chiamata la Giunta non è soffermarsi sul fatto che alcune sovrapposizioni di ruolo siano inopportune o peggio”, ha detto la vice presidente della Giunta, la Pd Stefania Pezzopane. E in ogni caso il compito di giudicare l’incompatibilità, secondo la senatrice, è “prerogativa costituzionale” delle Camere, contro “qualsiasi controllo alternativo”. Nel merito della legge, è scritto nel resoconto della seduta, la Giunta non ha potuto fare altro che “tenere conto delle modifiche che, sia pur solo recentemente, sono state inserite nei regolamenti interni degli ordini”. Nessuna delega gestionale, dunque nessuna incompatibilità. Salvate le doppie poltrone, i senatori hanno ripiegato sulla tiratina d’orecchie rivolgendo alle corporazioni la “forte raccomandazione” di adeguarsi alle esigenze “fortemente avvertite e sollecitate dall’opinione pubblica” di maggiore trasparenza e prevenzione della corruzione. Come se si trattasse solo di un problema di camouflage.