E’ caos nel Pd di Bologna per i fondi versati per la campagna elettorale di amministratori e parlamentari Pd dalla Cpl Concordia, la coop rossa coinvolta in inchieste per camorra e corruzione. Il sindaco di San Lazzaro di Savena, Isabella Conti, ha annunciato che farà un bonifico per restituire alla Cpl i 2mila euro versati per contribuire alla sua campagna elettorale. Una fuga in avanti che però non è piaciuta per niente al sindaco di Bologna, Virginio Merola, che risulta aver ricevuto dall’impresa 20mila euro per la campagna elettorale del 2011. Le grandi cooperative sono, da sempre, fra i principali finanziatori dei partiti di sinistra in Emilia.

Il primo cittadino del capoluogo ha chiesto che il partito sulla questione assuma una “linea comune” anche perché – ribadiscono da Palazzo D’Accursio – i finanziamenti di Cpl sarebbero passati dalla sede provinciale del Pd bolognese, in via Rivani. Poi taglia corto: “Non ho nulla da restituire, perché si tratta di contributi in regola, nel pieno rispetto delle leggi vigenti, e perché l’operato dell’amministrazione da me diretta non è stato condizionato in nulla, come è ovvio, da rapporti con Cpl in relazione a gare, appalti o qualunque altro atto del Comune di Bologna”.

Le dichiarazioni di Merola arrivano al termine di una convulsa giornata di telefonate tra il sindaco e il segretario del Pd bolognese Francesco Critelli il quale ha annunciato che il partito (anch’esso finanziato dalla Cpl) non darà indicazioni agli amministratori sul comportamento da seguire.

Cpl Concordia, nel 2014, avrebbe versato anche 4mila euro direttamente nelle casse del partito bolognese. A ricevere finanziamenti dalla coop indagata anche l’attuale sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, per la sua campagna (10mila euro); la deputata modenese ed ex ministro Cècile Kyenge e il senatore Ugo Sposetti, ex tesoriere dei Ds.

Critelli, a differenza del sindaco, si è espresso a favore dell’autonomia degli eletti: “Saranno loro a decidere come comportarsi” fa sapere. Una linea sposata dal sindaco di San Lazzaro che ha scelto, senza previo accordo col Pd, di restituire i fondi alla Cpl e che si spinge fino a sottolineare che “in futuro il Pd non deve più accettare fondi da imprese che lavorano con la pubblica amministrazione”. Isabella Conti era già stata, di recente, al centro delle cronache per aver bloccato un progetto edilizio nel suo Comune, gesto che le ha attirato pressioni dal mondo economico e politico (denunciate alla magistratura) ma che le è valso l’apprezzamento del premier Come lei hanno preso la decisione di ridare indietro i soldi il deputato bersaniano Alfredo D’Attorre (che restituirà 5mila euro) e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni (2mila euro).

Intanto la Cpl Concordia continua a difendersi dalle accuse e parla di “condotte estranee alla nostra storia e contrarie ai nostri modelli di comportamento”. A risultare indagati indagati per concorso esterno in associazione camorristica, in un fascicolo parallelo, sono quattro dei suoi dirigenti: oltre allo storico ex presidente Roberto Casari, Giulio LanciaPasquale Matano e Giuseppe Cinquanta, fino a poco tempo fa direttore di Cns (Consorzio nazionale servizi), coop rossa di Bologna.