Francesco Simone lo ha detto chiaro ai magistrati di Napoli che lo interrogavano venerdì in carcere alla presenza del suo avvocato Maria Teresa Napolitano: “L’epoca delle mazzette è finita. Oggi per addolcire i pubblici amministratori le società, come ha fatto la Cpl Concordia a Ischia, usano le consulenze”. Alla Cpl i pm Henry John Woodcock, Celestina Carrano e Giuseppina Loreto contestano una convenzione da 165 mila euro all’anno con l’hotel del padre del sindaco Ferrandino e le consulenze legali al fratello avvocato, Massimo Ferrandino.

Ha parlato a lungo, Simone, con i magistrati nell’interrogatorio di garanzia. Provato dall’esperienza del carcere di Poggioreale e deluso per essere stato scaricato dalla Cpl Concordia nel 2014, dopo le perquisizioni e l’uscita delle prime notizie, Simone aveva voglia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. L’interrogatorio è segreto ma i contenuti filtrano per sommi capi. “Va bene, Simone, lei dice che oggi si usano le consulenze, le società di servizi e i subappalti ai familiari e amici degli amministratori locali – hanno cercato di stringere i pm   – ma ci può fare un esempio?”. E Simone: “Portatemi l’elenco degli appalti vinti da Cpl Concordia e l’elenco delle consulenze, dei subappalti e delle società create nei Comuni interessati e potrò essere d’aiuto”. Ai pm Simone ha descritto il protocollo usato nella pratica da Cpl Concordia, per addolcire le amministrazioni. Ai magistrati non interessava la teoria ma il caso concreto. Simone ha fatto un nome: Procida. Secondo l’ex responsabile relazioni istituzionali di Cpl Concordia, l’ex sindaco ed ex deputato di An Luigi Muro sarebbe stato utilizzato anche per i suoi legami con l’attuale sindaco, allo scopo di ottenere le autorizzazioni necessarie dal Comune per fare la metanizzazione dell’isola. A Muro sarebbe stata riservata una piccola quota tra il 10 e il 20 per cento di una società costituita ad hoc dalla Cpl Concordia.

Una tecnica già sperimentata: la coop crea una società di scopo con gli amici o familiari dei pubblici decisori e le quote aumentano vertiginosamente quando l’appalto viene assegnato o si sbloccano i finanziamenti pubblici. Simone avrebbe sentito parlare Luigi Muro con il presidente della Cpl Roberto Casari e ha riferito quello che avrebbe sentito dire. Risultato: Ischia non è più un’isola ma almeno un arcipelago. L’ex sindaco di Procida Luigi Muro ieri si è visto consegnare dai carabinieri della compagnia locale guidata dal capitano Andrea Centrella un bell’avviso di garanzia. Muro, è un ex socialista che vive a Procida dove è entrato in Consiglio comunale nel 1984 senza mai uscirne. Dopo l’adesione ad An diventa un fedelissimo di Pinuccio Tatarella e si fa eleggere con 10 mila preferenze alla Regione nel 2005. Nel 2011 subentra come deputato e aderisce a Fli di Fini e Bocchino. Ora è solo presidente del Consiglio comunale di Procida. Muro è indagato percorruzione e sempre per le parole di Simone sono indagati anche l’ex presidente della coop Roberto Cesari e Nicola Verrini, ex responsabile di area per Lazio, Campania e Sardegna.

In realtà dall’arcipelago napoletano l’indagine potrebbe allargarsi ben presto alla penisola. Ovviamente i magistrati sono consapevoli del rischio di estendere troppo il raggio della loro azione: se i contratti ai parenti del sindaco Tizio e se tutte le società partecipate da un amico o familiare dell’assessore Caio, realizzate da Cpl Concordia nella miriade di paesi in cui la coop rossa ha operato devono essere considerati corruzione, il rischio è che poi al processo nulla sia considerata corruzione dai giudici, nemmeno gli episodi contestati a Ischia della convenzione e della consulenza ai parenti del sindaco Ferrandino. Nell’interrogatorio di garanzia, il responsabile delle relazioni istituzionali della Cpl, arrestato lunedì, ha parlato anche della fondazione Italianieuropei di Massimo D’Alema e di quella creata nel 2009 dal sottosegretario alla presidenza Marco Minniti e poi abbandonata nel 2013 alla nomina a Palazzo Chigi: la fondazione Icsa. Mentre su quest’ultima ha sostanzialmente ammessochecipotesseessereun interesse da parte di Cpl a ottenere qualche favore in cambio della quota associativa pagata ogni anno di 20 mila euro, Simone su D’Alema è sembrato ai pm molto più cauto nell’interrogatorio che nelle telefonate intercettate: ha glissato sulla conversazione intercettata nella quale dice che Italianieuropei va finanziata anche perché D’Alema è uno “che mette le mani nella merda” e potrebbe diventare un commissario europeo. “La fondazione di D’Alema è una delle poche che svolge una vera attività di ricerca e non la finanziavamo per avere qualcosa in cambio”, si è giustificato Simone.

Da Il Fatto Quotidiano di domenica 5 aprile