Silenzio stampa ad aziendam. L’ultima trovata di Aurelio De Laurentiis è imporre di non parlare alla sua squadra. Ma soltanto con i giornalisti di Sky Sport. Le ragioni? Misteriose. La settimana scorsa, dopo la sconfitta contro il Torino, l’allenatore dei partenopei Rafa Benitez aveva duramente battibeccato con Massimo Mauro. Forse un po’ poco per arrivare ad una decisione radicale come quella del boicottaggio, che potrebbe comportare delle sanzioni per la società partenopea. Ma probabilmente solo il presidente De Laurentiis potrà spiegare i motivi dell’accaduto.

Ieri sera, al termine del match pareggiato 2-2 contro l’Inter, staff e giocatori del Napoli non si sono presentati ai microfoni della pay-tv. Non solo: durante la tradizionale conferenza stampa collettiva, gli addetti della società hanno fermato le domande dei giornalisti Sky: “Non accettiamo domande da voi”. Ordine specifico del presidente, si apprende. Senza ulteriori spiegazioni ufficiali. In mancanza di altri indizi, inevitabile tornare a quanto accaduto una settimana fa. Dopo la partita di Torino, Benitez aveva motivato la sconfitta anche con le decisioni sfavorevoli dell’arbitro. E l’opinionista Sky gli aveva dato del “disonesto”, innescando una spirale di commenti poco gradevoli. “Mauro ha problemi con l’italiano, può parlare solo in tv. Se parliamo di golf o di politica devo ascoltare un tifoso della Juventus, se parliamo di calcio preferisco ascoltare altre persone”, aveva risposto stizzito il tecnico spagnolo. Detto, fatto: Benitez ieri non ha ascoltato Mauro, e non gli ha neppure parlato, vista l’insolita forma di silenzio stampa decisa dalla società. Sarà stato davvero quel precedente a motivarla?

Di certo la mossa ha mandato su tutte le furie Sky. Rilasciando interviste e commenti a tutte le altre emittenti (dal rivale storico Mediaset in giù), il club partenopeo ha messo in atto un vero e proprio boicottaggio nei confronti della testata diretta da Fabio Caressa. Che ha subito reagito, affidando in diretta a Ilaria D’amico la sua replica: “De Laurentiis dovrà giustificare questa scelta. Vorrei cercare di capire il motivo che lo ha spinto a prendere questa decisione e cosa possa essere successo domenica scorsa, forse da quelle parti stanno saltando i nervi ingiustificatamente”, ha detto la conduttrice. “Questo silenzio stampa viola gli accordi e non si può fare”.

Già, la scelta del Napoli potrebbe non essere senza conseguenze. Come spiega Sky in un apposito servizio pubblicato sul suo sito internet, il contratto firmato con la Lega per la cessione dei diritti tv prevede la presenza di allenatori e tesserati di tutte le squadre ai programmi del dopo partita. “Per Napoli-Inter non si è adempiuto a quest’obbligo contrattuale”, denuncia Sky. A questo punto si attende la spiegazione di De Laurentiis (semmai arriverà) per far luce della vicenda. Ed è verosimile aspettarsi anche un intervento da parte della Lega calcio, che tirerà le orecchie al Napoli e poi lavorerà per ricomporre la frattura. Perché – come dimostrato già dalla vicenda Parma (in cui è bastata una lettera di Sky per convincere i club ad aiutare il club ducale) – il pallone italiano proprio non può litigare con le pay-tv, da cui dipende per larga parte dei suoi introiti. Se in ballo ci sono miliardi di euro, non ci si può permettere di fare gli offesi.

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