Prima o poi doveva accadere. I primi bebè “figli” della sentenza della Corte Costituzionale che aveva abolito il divieto della fecondazione eterologa. Ecco così la notizia di due gemelli, un maschio e una femmina che sono i primi bambini italiani nati da fecondazione assistita eterologa, con donazione di ovociti da parte di donatrice volontaria italiana. Un evento reso possibile dalla sentenza del 9 aprile scorso. I piccoli sono nati all’Alma Res Fertility di Roma, diretto da Pasquale Bilotta, dove sin dal mese di giugno “sono state ottenute le prime gravidanze eterologhe. Notizia che arriva nell’undicesimo anniversario della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita (pma) che torna ancora una volta al vaglio dei magistrati. È prevista infatti ad aprile, a poche settimane da questo compleanno l’udienza della Corte Costituzionale che dovrà pronunciarsi sul divieto di diagnosi preimpianto per le coppie fertili con patologie genetiche trasmissibili ai figli.

Nei primi mesi del 2014 i genitori dei gemellini appena nati si sono rivolti a Bilotta dopo un lungo periodo di infertilità, durato circa 15 anni. “La fertilità della donna era risultata del tutto compromessa oltre che dall’età, 47 anni, anche da una riserva ovarica (produzione di ovociti) drasticamente ed irrimediabilmente danneggiata da una patologia a carico delle ovaie, l’endometriosi, responsabile del 45% dei casi di infertilità femminile”, spiega Bilotta. La coppia è stata quindi sottoposta a fecondazione assistita eterologa con donazione di ovociti ottenuti a fresco mediante tecnica Icsi, Bilotta è stato coadiuvato dall’embriologo, Luigi Muzii e dalla ginecologa Talia Capozzolo. “È stato utilizzato – spiega il medico – il trasferimento in utero di due embrioni allo stadio di blastocisti, cioè mantenuti in incubatore nel laboratorio sino al quinto giorno di accrescimento. Tecnica, questa, che incrementa in modo significativo le percentuali di successo della procedura”.

A luglio l’esito del test di gravidanza è risultato positivo, con valori molto elevati di beta hcg, in accordo con il riscontro ecografico di una gravidanza gemellare, il cui decorso è stato seguito molto da vicino da Bilotta e dalla sua equipe in quanto la gravidanza è stata complicata sotto diversi punti di vista. Per mutazioni genetiche, in primo luogo, che comportavano un elevato rischio trombotico per la gestante, e, in secondo luogo, per l’età e la gemellarità che rappresentano un aumentato fattore di rischio per tutte le donne in gravidanza. Il parto è avvenuto prematuramente alla trentaseiesima settimana mediante taglio cesareo, per un iniziale distacco di placenta. “E i bambini e la mamma sono in perfetta salute”.

Per la fecondazione, prosegue, “è stato utilizzato il liquido seminale del marito. La selezione della donatrice, come suggerito dalle linee guida delle società scientifiche internazionali, è avvenuta basandosi sulla compatibilità del gruppo sanguigno e considerando le caratteristiche fenotipiche della donna ricevente, cioè colore degli occhi e dei capelli, carnagione, corporatura. Tutte le donatrici sono state sottoposte ad analisi generali, genetiche, metaboliche ed infettive ed hanno ricevuto un rimborso spese, come indicato dalla attuale normativa”, conclude l’esperto.

Sottoposta a referendum, la legge 40 è stata uno dei provvedimenti più contestati della storia repubblicana, tanto da essere ‘smontata’ pezzo pezzo nelle aule di tribunale per ben 33 volte. Da quelli di primo grado fino alla Corte Costituzionale e la Corte europea dei diritti di Strasburgo, i giudici hanno eliminato quattro divieti, tra cui l’ultimo è stato quello di fecondazione eterologa. Ma le battaglie giudiziarie non sono ancora terminate e l’ultima in ordine tempo è prevista per il 14 aprile.