Dopo i funerali di Boris Nemtsov, l’oppositore di Vladimir Putin ucciso la sera del 27 febbraio nel centro di Mosca, proseguono le indagini per risalire all’identità dell’assassino. La tv LifeNews ha riferito che gli inquirenti si stanno concentrando su un’auto del ministero delle Finanze. Intanto, secondo i media russi la polizia è già in possesso delle foto di due sospettati e, per altre fonti, uno di loro sarebbe già morto. Nel frattempo, Putin è tornato a parlare del caso: “Si è trattato di omicidio a sfondo politico“.

Secondo LifeNews, televisione russa considerata vicina ai servizi segreti, una Ford scura del dicastero, che si trova in via Ilinka, non lontano dal luogo dell’agguato, è stata ripresa dalle telecamere della zona almeno tre volte nella notte dell’omicidio mentre passava sul ponte dove è stato ucciso Nemtsov tra le 23.30 e le 23.40. La stessa emittente ha però riferito, più tardi, che l’auto era usata da un impiegato pubblico come taxi abusivo per arrotondare. Solo per questo sarebbe stata vista passare così frequentemente per le vie del centro.

Intanto, il capo dei servizi di sicurezza russi (Fsb), Aleksandr Bortnikov, citato dall’agenzia ufficiale Tass, ha confermato che sono stati identificati due individui sospettati dell’omicidio. La polizia sarebbe già in possesso delle loro foto. Gli investigatori hanno utilizzato le video camere di sorveglianza cittadina per individuare gli automobilisti che hanno incrociato la notte del delitto la vettura usata dai sicari, di cui è stato ricostruito almeno parte del percorso di fuga. Poi hanno chiesto ai conducenti di consegnare le registrazioni delle loro mini video camere, montate generalmente sul cruscotto. Si tratta di una dotazione molto diffusa tra gli automobilisti russi, per motivi di sicurezza in caso di incidenti ma anche contro eventuali abusi da parte della polizia.

Un’altra fonte si spinge oltre. Si tratta dell’agenzia di notizie video Ruptly, controllata dal sito filo-governativo Russia Today. La notizia riportata è quella della morte di uno dei sospetti risalente al giorno successivo all’omicidio dell’oppositore russo. Secondo Ruptly si tratta di Aslan Alkhanov, fondamentalista ceceno considerato vicino al gruppo Doku Umarov. Alkhanov si sarebbe suicidato e accanto al suo cadavere sarebbe stato trovato un pc, che gli inquirenti stanno esaminando.

Sul caso è tornato a parlare Vladimir Putin. Lo aveva fatto immediatamente dopo l’omicidio di Nemtsov, definendo quanto successo al suo oppositore  una “provocazione” per screditare il Cremlino. Adesso il presidente russo ribadisce quelle accuse, negando le tesi dell’opposizione che invece sostiene il coinvolgimento del governo. “La massima attenzione va data ai crimini di alto profilo, inclusi quelli con sfondo politico. La Russia non dovrebbe assistere all’ultimo tipo di vergogna e tragedie che di recente abbiamo sperimentato e visto”, ha aggiunto.

L’opposizione continua a individuare il movente dell’omicidio nel report che Nemtsov stava scrivendo sulle responsabilità di Mosca nel conflitto ucraino. Ilya Yashin, uno dei dirigenti del suo partito, ha annunciato che il rapporto verrà pubblicato, malgrado gli inquirenti russi avessero sequestrato il computer di Nemtsov dopo la sua morte. “Ho alcune idee su come mettere insieme i pezzi del rapporto, anche se non si può fare in pochi giorni”, ha precisato Yashin.