Quasi cinque anni fa, Aldo Grasso aveva tracciato un breve e fulminante ritratto di Pierluigi Diaco, giornalista, conduttore radiofonico e televisivo, opinionista, creatura di Maurizio Costanzo e oggi concorrente dell’Isola dei Famosi.
Il critico televisivo del Corriere, il 18 giugno 2010, si era espresso così: “Assolutamente privo di ironia, corteggia spudoratamente la banalità e programma con pignoleria la sua carriera: cerca di entrare nelle grazie di chiunque detenga un potere senza mai dispiacere l’interlocutore, inondandolo anzi di melassa e di condiscendenze. Le doti principali di Diaco sembrano essere appunto l’adulazione e l’opportunismo: è di sinistra ma anche di destra, dice di amare le donne ma anche gli uomini, parla da orecchiante ma anche da cultore di idées reçues, espresse preferibilmente in un italiano incerto. È giovane ma anche vecchio. Non ha un pensiero, ma finge di averlo, come tutti i cosiddetti opinionisti tv, insomma è un perfetto para-guru”.

Adesso che il Nostro è in Honduras in compagnia di un folto manipolo di morti di fama, questo spietato ma illuminante ritratto è tornato prepotentemente d’attualità. Nella puntata di lunedì del reality condotto da Alessia Marcuzzi su Canale5, Pierluigi Diaco ha dato un saggio del suo bagaglio di banalità, retorica e qualunquismo, con l’aggiunta di un pizzico di isterismo da primadonna e indisponendo persino chi, come Alfonso Signorini e Mara Venier, lo aveva sempre difeso acriticamente anche quando era francamente indifendibile. Già qualche settimana fa, quando era sbarcato a Cayo Cochinos, Diaco ci aveva “deliziati” con uno dei suoi pippotti leggendari: “Mi tuffo nel mare della tv nazionalpopolare!”, aveva sentenziato come se fino a quel giorno avesse fatto tv d’essai.
Lunedì sera, poi, il capolavoro: in preda a uno dei suoi frequenti deliri da “drama queen”, Pigi è stato accusato di doppiezza e falsità da quasi tutti i compagni di naufragio e la reazione è stato l’ennesimo pippotto. Si è lamentato di essere stato messo sotto processo, ha richiamato ‘ad minchiam’ le difficoltà dei metalmeccanici di arrivare a fine mese, ha minacciato di lasciare il programma salvo poi rimangiarsi l’intenzione per non pagare la penale prevista dal contratto.

Ma la colpa di questo ammorbamento è di chi ha pompato per anni un signore che in fondo non ha mai mostrato alcuna qualità, alimentando un ego già spropositato. E oggi ci tocca assistere alle sue sceneggiate da attention whore, da Calimero piccolo e nero che scazza con Alex Belli perché non lo considera più il centro del suo mondo sull’Isola, che se la prende quasi sempre con le belle donne (Freud si divertirebbe un botto), che fa del vittimismo la sua cifra stilistica, che è più banale di un pensierino dei Baci Perugina scritto da Federico Moccia. Pierluigi Diaco è l’alfiere della retorica un tanto al chilo, di un cerchiobottismo tristemente e tipicamente italico. È pieno di sé, è un narcisista impenitente che nasconde le proprie insicurezze sotto una coltre fumosa di arroganza intellettualoide.

È il classico “monoculus in terra caecorum”, che ha gioco facile nel fingersi superiore in un ambiente popolato da galline e marcantoni senza arte né parte. Dicono sempre che sull’Isola dei Famosi viene fuori la vera personalità. Sarà anche vero, per carità, ma davvero avvertivamo l’impellente bisogno di conoscere la vera natura di Pierluigi Diaco?