L’aveva detto venerdì nella sua orazione prima dell’assemblea di Lega A: “Abbiamo la maggioranza”. Claudio Lotito sa fare di conto, visto che oggi, nella riunione dei presidenti della Lega Pro, è stato eletto come consigliere Figc un delegato che alla vigilia non era ritenuto vicino al presidente della Lazio e al numero uno della terza lega italiana Mario Macalli. Sono stati 33 i voti favorevoli incassati da Claudio Arpaia della Vigor Lamezia, anche se l’assemblea si era spaccata poco prima sulla richiesta di rinvio presentata dal gruppo contrario alla governance di Macalli. Ventotto voti favorevoli, uno in meno dei contrari ai quali bisogna aggiungere due astensioni e il parere non conteggiato dell’Ascoli, che si sarebbe schierato con il fronte dei favorevoli ma è privo del requisito di anzianità. A quel punto 27 dissidenti hanno abbandonato la sala per riunirsi in un albergo vicino alla sede fiorentina della Lega Pro per poi affidarsi a una dura nota: “Da un lato c’era una proposta di riforma, volta ad azzerare ogni candidatura e a restituire il pieno potere ai presidenti dei club e dall’altro è proseguito il lavoro di piegare le volontà ad un disegno di potere – si legge – Le modalità con le quali è stata condotta l’assemblea odierna avrà il solo risultato di accelerare un processo esterno di intervento di cambiamento. Chi lo ha consentito si porterà il segno della propria vergogna per sempre impresso di fronte al Paese intero e non solo davanti al mondo del calcio”.

Rispetto alle previsioni della fronda – riferiscono alcune fonti a ilfattoquotidiano.it – sono mancati i voti di sette società. La Vigor Lamezia, innanzitutto, e il Foggia che si è astenuto. Ma anche tre società campane (Savoia, Benevento e Casertana), Mantova e Gubbio avrebbero cambiato idea, alcune a poche ore dal voto. E attorno al club umbro si vocifera di un caso di moral suasion che avrebbe sconfinato il mondo sportivo, coinvolgendo la politica. Una giornata nera per il duo Ghirelli-Gravina, da mesi impegnato nel tenere compatto il fronte anti-Macalli, che a novembre era arrivato a contare fino a 40 società. Quei numeri erano stati sufficienti per bocciare il bilancio e aprire la crisi, richiedendo un’assemblea elettiva che attende ancora d’essere convocata (una nuova richiesta è stata avanzata oggi).  Dalla riunione odierna appare chiaramente eroso il margine di vantaggio, con la bilancia che pende leggermente dalla parte del ticket Macalli-Lotito nonostante (o grazie a) la diffusione della telefonata tra il dg dell’Ischia Pino Iodice e il numero uno di Lazio e Salernitana che ha scatenato violenti polemiche negli scorsi giorni.

L’ex direttore generale Francesco Ghirelli e il consigliere federale Gabriele Gravina è rimasto spiazzato dal lavoro ai fianchi di Lotito – il cui attivismo è stato confermato da un buon numero di presidenti e mai negato dal diretto interessato – ha di fatto convinto un numero sufficiente di società a riallinearsi a Macalli, che però non festeggia. ATuttolegapro.com, il presidente della Lega Pro commenta così la riunione: “Sarò contento quando vedrò questa Lega non litigiosa com’è ora. Chiunque ha il diritto di rimanere o andare via, però chi se ne va ha sempre torto”. Sul presunto ruolo di Lotito, descritto come suo ‘tutor’: “Lo dice lui, non ho bisogno che qualcuno mi tenga la mano e non ho chiesto a nessuno di intervenire per me – afferma il vicepresidente della Figc, 77 anni – Non ho bisogno di tutori, magari, fra qualche giorno vista l’età, prenderò una badante ma per ora non ce l’ho e non ho neppure il pannolone”.

Continua invece ad avere la maggioranza, anche se è stata ripresentata la richiesta per discutere in assemblea della sua posizione. “Ci sono tredici firme autenticate per richiedere un voto di sfiducia della governance – ha detto il presidente del Prato, Paolo Toccafondi – Speriamo ci sia data questa possibilità democratica. Siamo già alla quarta richiesta”. Ha parlato anche Pino Iodice, il dg dell’Ischia che ha accusato Lotito: “Macalli non vuole fare un passo indietro, la mozione che richiede la convocazione dell’assemblea non è stata presa in considerazione. Lotito? Deve intervenire il governo e abbandonare personaggi come lui”.