Un nuovo Mister B. potrebbe prendersi il Milan. Si fa chiamare così infatti Bee Taechaubol, il quarantenne thailandese a capo della cordata che, con un’offerta di 300 milioni, è pronta a rilevare il 30 per cento della società calcistica. Secondo quanto riporta La Repubblica, l’accordo, che si dovrebbe chiudere in due settimane, è solo l’antipasto di un investimento complessivo di 1 miliardo di euro con cui i thailandesi diventerebbero i nuovi padroni del club rossonero, facendosi carico anche degli oltre 250 milioni di debiti, ma non delle spese per la costruzione del nuovo stadio. Il tutto attraverso un’opzione call, un contratto che alla scadenza garantisce al potenziale acquirente il diritto di rilevare la quota di maggioranza di una società.

Questa, in sintesi, la proposta su cui Berlusconi dovrà esprimersi entro due settimane. Un’alternativa concreta, però, non c’è, secondo Repubblica. C’è invece un interesse e qualche ipotesi che riguardano i cinesi di Wanda. Il gruppo del sessantenne Wang Jianlin ha appena acquistato Infront, la multinazionale che gestisce i diritti tv della Serie A, maggior fonte di introiti per il campionato italiano. A capo di Infront Italia c’è Marco Bogarelli, molto vicino ad Adriano Galliani: proprio questo stretto legame, al netto dei contrasti che in passato hanno caratterizzato i rapporti tra l’ad del Milan e Barbara Berlusconi, dopo l’ingresso in società della terzogenita del Cavaliere, non esclude i cinesi dalle trattative per la vendita del club.

L’eventuale addio dei Berlusconi al Milan, dopo ventotto anni di presidenza, si può inquadrare in una più ampia operazione finanziaria volta a risanare le casse delle imprese familiari. Fininvest, la finanziaria di famiglia che oltre alla squadra milanese controlla Mediaset e Mondadori, nei giorni scorsi ha venduto il 7,79% dell’azienda televisiva, incassando 377,2 milioni di euro. Linfa vitale per la holding che ha chiuso il 2013 in rosso di 428,4 milioni di euro, seguito alla perdita di 285 milioni del 2012 e che non può fare grande affidamento sulle sue aziende per tornare a distribuire denaro fresco ai suoi azionisti, cioè i singoli membri della famiglia Berlusconi che controllano Fininvest dall’alto di una vasta ramificazione di holding personali.

Il caso del Milan, poi, è il più spinoso. Le ultime indiscrezioni parlano perdite per 60-70 milioni nel 2014 dopo il rosso di 15,7 milioni del 2013 e gli scarsi risultati della squadra di Inzaghi non fanno sperare a un miglioramento nei mesi successivi. Proprio Fininvest, del resto, sabato ha confermato in una nota l’interesse di “vari soggetti” per “partnership relative al Milan”, salvo poi “smentire categoricamente” l’esistenza di “colloqui di qualche concretezza e tantomeno preaccordi scritti o incontri decisivi in agenda”.  Repubblica in edicola domenica, però, parla di “appuntamenti milanesi fissati per la prossima settimana, cui potrebbero essere presenti emissari delle banche pronte a sostenere l’operazione”.

Ma chi è Mister B.? Proprietario del fondo d’investimento Thai Prime, è specializzato in private equity: acquista società con finanziamenti di terzi per poi rivenderle quando il loro valore è cresciuto. Già a dicembre, aveva manifestato l’interesse per il Milan, di cui apprezza la gestione marketing di Barbara Berlusconi. “Mi piacerebbe investire nel Milan, ma chiedono 900 milioni e sono troppi”, aveva detto durante la Global Legend Series di Bangkok, dove parteciparono tante vecchie glorie del calcio. Ostacolo che sembrerebbe essere stato aggirato con la formula dell’acquisto in due tempi ben distanziati negli anni.