piloti-alitaliaVa aperta un’indagine da parte del governo e dell’ Inps dopo l’ennesimo episodio, fatto emergere dalla Procura di Roma, di indebito utilizzo della cassa integrazione. 65 piloti dell’Alitalia percepivano dai 3 a 11 mila euro al mese di cassa integrazione, lavoravano per altre compagnie aeree asiatiche con un altro maxi stipendio in dai 13 ai 15 mila euro al mese.

La cassa integrazione ai dipendenti di Alitalia è stata attivata dal 2009 e resterà in vigore sino al 2018. Una così lunga durata dell’ammortizzatore sociale è in contrasto con le norme istitutive della Cassa Integrazione stessa e con le  regole della concorrenza in un settore come quello aereo, dove la competizione gioca un ruolo decisivo. Inoltre con i suoi naviganti (piloti e assistenti di volo) in cassa integrazione, l’Alitalia noleggiava aerei e, ancor più grave, personale ad altre compagnie low cost. L’ennesima indagine, della magistratura e dell’Inps, dimostra che il fenomeno è diffusissimo ed assume dei contorni strabilianti. Non c’è solo il fenomeno della truffa ai danni dell’Inps, ma un meccanismo costruito per soddisfare le esigenze di una corporazione (i naviganti) e di un’azienda ex monopolista.

Le risorse per pagare uno stipendio d’oro in cassa integrazione, quando normalmente un lavoratore percepisce al massimo 1.099,70 euro al mese, vengono reperite da una tassa di tre euro che i passeggeri pagano ogni volta che si imbarcano su un aereo, costituendo così il fondo speciale del trasporto aereo. I lavoratori partecipano con una quota minore assieme al  datore di lavoro (le compagnie aeree) che, fino a ieri pagava senza freni inibitori, visto che il deficit aziendale, nel caso di Alitalia veniva ripianato dallo Stato con gli aumenti di capitale. Cosa ne direste di trovarvi alla cassa del supermercato con un euro in più da pagare sulla spesa per la cassa integrazione degli alimentaristi, oppure se vi trovaste con 3 euro in più da pagare ai lavoratori tessili che hanno prodotto l’abito che avete appena comprato in un negozio di abbigliamento? Questo fondo del trasporto aereo sottrae risorse ai lavoratori privi di protezione sociale e alle aziende veramente in crisi, è decisamente un trattamento che deve  cessare.

La condizione, riservata a questa categoria di lavoratori privilegiati, appare ancora più iniquo se si considera che l’Inps ha appena pubblicato una circolare che fissa i massimali dei trattamenti di CIG e mobilità.
Così, ad esempio, un lavoratore edile in CIG non potrà percepire più di 1.097,00 euro al mese, mentre un operaio con un salario inferiore ai 2.100 euro lordi  mensili non potrà percepire una CIG superiore a 971,71 euro.
Queste cifre si commentano da sole!

Il governo apra un’indagine con l’Inps sugli ammortizzatori sociali concessi ad Alitalia.

Tali sussidi hanno creato una vasta area iper protetta di addetti privilegiati. E’ giunto anche il momento di riformare gli ammortizzatori sociali nazionali, introvabili in Europa, che son serviti più a tutelare le grandi aziende decotte (Alitalia, Airone) che a rilanciarle, con l’alibi di dare un reddito (e che reddito!) ai lavoratori.