“Non credo ci sia un solo militante della Lega Nord pronto a scommettere sull’alleanza con Berlusconi”. Era il 2012 e quello che oggi è il leader del Carroccio Matteo Salvini era pronto a fare di tutto per non tornare sul carro di Forza Italia. Meno di tre anni dopo, il segretario leghista è di nuovo ad Arcore, a cena con Silvio Berlusconi. “L’alleanza? E’ a 360 gradi”, ha detto il capogruppo Renato Brunetta. Eppure solo il 29 gennaio scorso Salvini aveva tranquillizzato i suoi: “Non sono pronto a barattare la coerenza per mezzo voto in più. Io non vado con chi si fa fregare”. Dieci giorni dopo, i due leader si sono incontrati per parlare, tra le altre cose, anche delle possibili intese per le prossime elezioni Regionali. Secondo l’agenzia Ansa, ci sarebbe un primo accordo di massima sui candidati. “Colloqui, ma non accordi”, si è giustificato Salvini. “Ma laddove si tornerà al voto non è possibile che il nostro simbolo sia affiancato da quello dell’Ncd di Alfano, simbolo di un partito che ha scelto Renzi”.

Se l’ex leader del Carroccio Umberto Bossi ci ha messo cinque anni per tornare da Berlusconi, per Salvini lo strappo è durato molto meno. “Io non baratto la coerenza per un voto in più”, ha detto il leader del Carroccio solo il 29 gennaio scorso. “Berlusconi la settimana scorsa mi ha detto: ‘Hai visto i sondaggi? Se ci rimettiamo assieme vinciamo’. E io: ‘Ma tutti insieme chi?’. Lui ha risposto: ‘Alfano, Casini ecc. Io: ‘No, a me non interessa. Ci abbiamo già provato, non mi interessa fare le ammucchiate, smussando le robe, facendo la marmellata”. L’eurodeputato leghista, quello che ha scalato i sondaggi i pochi mesi e che da Bruxelles a Roma ha risollevato il partito, sembrava avere le idee chiare: “Il centrodestra è morto”, ha dichiarato il 28 gennaio in piena elezione per il Quirinale, “e Forza Italia è nel caos. Noi siamo gli unici anti-Renzi”. A supportare il leader anche i suoi delegati in Parlamento che ora invece dovrebbero lavorare insieme agli azzurri per una “nuova” opposizione: “Berlusconi è un pollo“, ha detto il 30 gennaio scorso il capogruppo al Senato della Lega Gian Marco Centinaio. L’intera ascesa di Salvini si è fondata sulla presa di distanza dalle alleanze elettorali con l’ex Cavaliere: “Berlusconi ha già dato”, ha detto il 12 luglio 2012, “si preoccupi di tenere Thiago Silva a Ibrahimovic al Milan, perché ha l’età per dedicarsi ad altro e non più alla politica”. Poi se non fosse stato abbastanza chiaro il 14 dicembre 2012 ha ribadito: “No ad alleanze con il Pdl. Con Berlusconi di cosa parlerei? Solo di bunga bunga e di giustizia”.

Il Berlusconi “di governo”, quello che si siede al tavolo con Renzi per il patto del Nazareno e per fare le riforme, non è mai piaciuto alla Lega Nord. E proprio le ultime elezioni Europee erano state il terreno di scontro tra gli ex alleati. “Abbiamo avuto il coraggio di fare un passo avanti”, ha detto Salvini a maggio 2014. “Chi vota Fi o Ncd vota la Merkel. Chi vota la Lega invece vota Le Pen”. Ora però che l’ex Cavaliere sembra deciso a voler far saltare l’accordo con il presidente del Consiglio, potrebbe nascere un’intesa con il Carroccio. “Salvini potrebbe essere il goleador del centrodestra”, ha detto Berlusconi a novembre 2014 durante la presentazione del libro di Bruno Vespa, “e io il regista”. Un endorsmente subito sconfessato da Forza Italia e che aveva poi visto l’ex Cavaliere ritrattare sui giornali: “La sua è solo propaganda. Non ha fatto niente per l’Italia”. Resta però l’ostacolo del Nuovo centrodestra che non piace alla Lega e viceversa: Salvini non vuole avere nulla a che spartire con chi è al governo con Renzi, mentre Alfano condanna “chi in Europa è alleato con Marine Le Pen”.

In realtà, oltre i discorsi elettorali, l’incontro per parlare di alleanze tra Fi e Carroccio era già in programma da un po’ di tempo. I due leader si sono incontrati a cena, come riporta Repubblica, insieme ai fedelissimi Giovanni Toti e Giancarlo Giorgetti. I due hanno fatto il punto sulle candidature condivise in vista delle elezioni regionali di maggio. In questo quadro, si spiega in ambienti parlamentari di Fi e Lega, al netto delle candidature degli uscenti Zaia e Caldoro, sarebbero state espresse delle perplessità dal Carroccio su alcune candidature, come quella per la Toscana del candidato espresso da Forza Italia e Ncd, che hanno portato ad una pausa di riflessione. L’avvicinamento con Salvini è però destinato a far discutere dentro il partito: “Matteo Salvini”, ha detto Renata Polverini a “L’aria che tira”, “sta parlando alla pancia degli italiani richiamando quotidianamente tutte le loro difficoltà, ma non credo comunque possa rappresentare un leader in grado di raccogliere il consenso di tutti i moderati che per tanti anni hanno portato il centrodestra ad essere la forza principale di questo Paese”.