Vorrebbe una legge elettorale quasi su misura (con un premio di maggioranza a scelta), rimette al suo posto Matteo Salvini (“Lui fa il centravanti, ma io il regista”), si candida a presidente della Repubblica (“Ma non se ne parla nemmeno”), non lascia spazio a Raffaele Fitto (“Le primarie non portano buoni risultati”), riparla delle sue dimissioni del 2011 come colpo di Stato (questa volta “internazionale”). Dopo la bancarotta delle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria il grande ritorno di Silvio Berlusconi coincide con la tradizionale presentazione del libro di Bruno Vespa (questa volta si chiama Italiani voltagabbana). “Sospeso” l’ufficio di presidenza di Forza Italia, in attesa del rientro di Fitto dall’Europarlamento e quindi di un dibattito che potrebbe trasformarsi in resa dei conti”, Berlusconi insiste nella difesa del patto del Nazareno. Ma pare cambiare ancora idea su uno degli aspetti (centrali) dell’Italicum: il premio di maggioranza. “Il premio non alla coalizione ma alla lista – dice – va benissimo per la sinistra di Renzi, so che ci sarebbe già un accordo con Sel per far entrare i propri candidati nella lista”. La posizione di Forza Italia, tuttavia, è “che ognuno, sia la sinistra che il centrodestra scelga a chi dare il premio di governabilità in caso di vittoria”, se alla lista o alla coalizione. Ma se il premio resterà alla lista come vuole Matteo Renzi? “La mia opinione è che è così importante il senso dello Stato e la responsabilità” verso il Paese che “finiremmo per accettare”.Quanto alle riforme istituzionali conferma l’impegno per un Senato non elettivo.  “Noi avevamo indicato nel Senato il ramo del Parlamento che avrebbe dovuto restare attivo – dice – la sinistra ha voluto che il Senato fosse ridotto a un organismo di confronto” tra le amministrazioni “e ha voluto che fosse la Camera quella che deve avere l’approvazione delle leggi”.

Lega Nord: “Salvini centravanti, io regista”
Si candiderà alle prossime elezioni politiche? “Non solo sarò candidabile, ma sarò anche riconosciuto innocente. Tutti potranno vedere cosa mi è stato fatto per non farmi candidare, spiegherò agli italiani cosa fare. Dovendo andare alla sfida elettorale mi metterò in campo come competitor”. Ma la questione che comincia a emergere in queste ore riguarda la guida della coalizione, dopo l’exploit della Lega Nord trascinata dal segretario Matteo Salvini a prima forza dell’alleanza di centrodestra in Emilia Romagna. Berlusconi in un primo momento sceglie la metafora calcistica, la sua preferita: “Salvini è un buon centravanti ma ha bisogno dietro di un buon centrocampo”. Per questo “a me andrebbe bene anche di fare il regista dietro Salvini”. Secondo l’ex premier, il segretario della Lega Nord – “con la quale in passato abbiamo avuto momenti difficili” – “ha un modo di parlare alla gente di protesta: basta euro, basta tasse e basta immigrati”. E Berlusconi si dice “sempre lieto dei voti che vanno alla Lega”. “Nel centrodestra c’è una Lega molto orgogliosa e gelosa della propria identità, gli altri” partiti del centrodestra “forse accetterebbero di buon grado di entrare in un lista unica”. Ma “non ho paura del premio alla lista, perché in questo caso”, se si andasse al voto, “anche la Lega sarebbe obbligata a non farci perdere anticipatamente” unendosi all’alleanza. E se, in caso di Italicum con premio alla lista e nel caso di una lista unica del centrodestra, Salvini dicesse “manda me ad affrontare Renzi lei prenderebbe in considerazione un’ipotesi del genere? “Se ne può discutere”. 

Ma Salvini e Alfano si “detestano”
Il vero problema di Berlusconi è imbarcare il Nuovo Centrodestra. Salvini ha detto che non vuole Alfano. “Le persone intelligenti sanno cambiare idea” replica l’ex Cavaliere. Dall’altra parte Alfano ha tradito? “Quando c’è di mezzo la libertà del Paese allora credo sia un dovere per ciascuno buttarsi i tradimenti alle spalle e pensare positivamente alla libertà del Paese e dei cittadini”. Il problema è che neanche Alfano vuole stare con Salvini. In un editoriale pubblicato su L’Occidentale, l’Ncd mette subito le cose in chiaro: “Il reggimoccolo di Marine Le Pen s’è pappato Forza Italia, che prima l’ha rincorso, esaltato e vezzeggiato, salvo scoprire troppo tardi di aver fatto la fine di Cappuccetto Rosso”. “Per quanto ci riguarda -si legge- ribadiamo l’impossibilità di sedere al tavolo della ricostruzione del centrodestra se tra gli stessi commensali figura tal Matteo Salvini da Milano. Non ci piace, non ci sta simpatico, non condividiamo nulla di ciò che dice, non apprezziamo il suo modo di fare politica parlando alla pancia dei cittadini, cavalcando le paure e le preoccupazioni, coltivando il terreno del disagio e della contestazione”. Dunque quello che propone Berlusconi è “materia da libro dei sogni”.

L’Ncd su Salvini e Fi: “Il reggimoccolo di Marine Le Pen s’è pappato Forza Italia, che prima l’ha rincorso, esaltato e vezzeggiato, salvo scoprire troppo tardi di aver fatto la fine di Cappuccetto Rosso” 

“Forza Italia? Basta con le critiche fatte in tv”
Poi c’è la questione, ancora più delicata, delle tensioni dentro Forza Italia. Per replicare a Raffaele Fitto gli basta una sola frase: “Se mi consente, nel mio partito, chi mi vuole bene mi considera un eroe, un martire, e agli eroi non possono essere fatte basse critiche di potere”. Ad ogni modo ribadisce quanto ha detto nell’ufficio di presidenza: i panni sporchi si lavano in casa. “Io credo – ha detto – che una cosa vada fatta da noi: non si può andare avanti con la critica per via delle agenzie, tv e giornali”. Ad ogni modo le primarie non sono la strada secondo l’ex Cavaliere: “Non credo che quello delle primarie sia un sistema che porti a buoni risultati”. E, rispondendo a chi gli chiede perché non abbia dato incarichi a Raffaele Fitto, Berlusconi precisa: “Io ho offerto molte volte diversi incarichi a Fitto, ma non li ha mai voluti”.

La candidatura al Quirinale
E in ogni caso si candida al Quirinale: “Ho la profonda convinzione che sarei il migliore presidente della Repubblica, ma non se ne parla nemmeno, ma penso ad uno come me”. “Io – prosegue l’ex premier tracciando il profilo del nuovo capo dello Stato – non mi ricordo di aver detto che il presidente della Repubblica deve venire dai moderati, mi sembra logico che se deve essere il garante di tutti non debba avere un passato qualificato da una parte soltanto… Un Berlusconi per esempio”. 

Il “colpo di Stato internazionale”
Infine un grande classico, quello che definisce il “colpo di Stato” dell’autunno 2011 quando rassegnò le dimissioni e il presidente Giorgio Napolitano dette poi l’incarico di presidente del Consiglio a Mario Monti.  Insomma, un complotto internazionale.  Nel 2011 “c’è stato un concorso consapevole” tra autorità internazionali e nazionali “determinato a favorire la caduta del mio governo. E’ stato un colpo di Stato”. E senza regole si è formata anche l’attuale maggioranza: “Noi oggi non siamo in una democrazia, al governo c’è una compagine che si appoggia su una maggioranza risicatissima ottenuta con pratiche elettorali non congrue. A questo si aggiunge che il leader del principale partito di centrodestra è stato fatto fuori con un uso politico della giustizia e non con la democrazia oggi siamo in una a-democrazia“.