“Rinunciare all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e agire anzitutto sulle cause strutturali della iniquità”. Sono le scelte prioritarie da compiere che Papa Francesco ha indicato nel videomessaggio per l’apertura dell’Expo delle idee di Milano. Bergoglio ha ripreso gran parte del discorso pronunciato recentemente alla Fao riflettendo sul tema dell’evento: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Per il Pontefice “è necessario, se vogliamo realmente risolvere i problemi e non perderci nei sofismi, risolvere la radice di tutti i mali che è l’iniquità”. 

Per Francesco, infatti, “viviamo quello che il santo Papa Giovanni Paolo II indicava come ‘paradosso dell’abbondanza’. Infatti c’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l’uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi”. Tre gli atteggiamenti concreti suggeriti dal Papa per superare la “tentazione dei sofismi”: andare dalle urgenze della povertà per risolvere le sue cause strutturali, essere testimoni di carità, e divenire custodi e non padroni della terra. “Per favore – è l’appello di Bergoglio – siate coraggiosi e non abbiate timore di farvi interrogare nei progetti politici ed economici da un significato più ampio della vita perché questo vi aiuta a servire veramente il bene comune e vi darà forza nel moltiplicare e rendere più accessibili per tutti i beni di questo mondo”. Francesco che, proprio in questi mesi sta ultimando la sua enciclica sull’ecologia che sarà pubblicata nel luglio 2015, ha inoltre sottolineato che “la terra, che è madre per tutti, chiede rispetto e non violenza o peggio ancora arroganza da padroni”.

Viviamo quello che il santo Papa Giovanni Paolo II indicava come ‘paradosso dell’abbondanza’. Infatti c’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare

Appello importante in favore di quello che Wojtyla definì il “genio femminile” nell’udienza alla plenaria del Pontificio Consiglio della cultura. “Le donne siano pienamente partecipi dei vari ambiti della vita sociale ed ecclesiale. Questa è una sfida non più rinviabile”. Il Papa si è detto “convinto dell’urgenza di offrire spazi alle donne nella vita della Chiesa e di accoglierle, tenendo conto delle specifiche e mutate sensibilità culturali e sociali. È auspicabile, pertanto, una presenza femminile più capillare e incisiva nelle comunità, così che possiamo vedere molte donne coinvolte nelle responsabilità pastorali, nell’accompagnamento di persone, famiglie e gruppi, così come nella riflessione teologica”.

Ma l’attenzione di Francesco si è focalizzata anche sulla violenza di cui sono oggetto le donne, anche all’interno del nucleo familiare. “Il corpo femminile – ha affermato Bergoglio – viene, purtroppo non di rado, aggredito e deturpato anche da coloro che ne dovrebbero essere i custodi e compagni di vita” Un monito che arriva pochi giorni dopo l’abbraccio del Papa con Lucia Annibali, l’avvocatessa di Pesaro fatta sfregiare con l’acido dal suo ex fidanzato Luca Varani, per il quale recentemente la Corte d’Appello di Ancona ha confermato la condanna a 20 anni di carcere.

Bergoglio ha sottolineato anche che “le tante forme di schiavitù, di mercificazione, di mutilazione del corpo delle donne, ci impegnano dunque a lavorare per sconfiggere questa forma di degrado che lo riduce a puro oggetto da svendere sui vari mercati. Desidero richiamare l’attenzione, in questo contesto, sulla dolorosa situazione di tante donne povere, costrette a vivere in condizioni di pericolo, di sfruttamento, relegate ai margini delle società e rese vittime di una cultura dello scarto”. Duro monito, infine, ai partecipanti al Simposio della Conferenze episcopali di Africa e Madagascar a lavorare per la “promozione della legalità, perché siano risanate le piaghe della corruzione e del fatalismo e per favorire l’impegno dei cristiani nella realtà secolari, in vista del bene comune”.

Twitter: @FrancescoGrana