Attempata e un po’ spuntata, la valanga azzurra si presenta ai nastri di partenza dei Mondiali di sci 2015 comunque con ambizioni importanti. Nel 2013 in Austria l’Italia aveva portato a casa tre medaglie, due argenti e un bronzo. L’anno scorso alle Olimpiadi di Sochi 2014 solo le prodezze di Christof Innerhofer avevano salvato la spedizione. Quest’anno i Mondiali (in calendario da lunedì 2 a domenica 15 febbraio) si svolgono negli Stati Uniti, a Vail e Beaver Creek. E l’Italia punta tutto su Dominik Paris e Stefano Gross per consolidare quel bottino di almeno 2-3 medaglie, che negli ultimi 15 anni costituisce un po’ la media di un movimento sempre forte ma non più eccellente come in passato.

L’Italia maschile arriva alla rassegna iridata con ben novi podi conquistati nelle prove di Coppa del Mondo. Tutti, però, divisi fra due soli atleti, appunto Paris e Gross: il primo è uno degli uomini da battere nelle prove veloci, in super gigante e in discesa libera, dove è anche secondo nella classifica di specialità; Gross, invece, è nome caldo per lo slalom speciale (tre podi nelle ultime tre gare disputate). Occhi puntati dunque su superG (mercoledì alle 19 italiane), discesa (sabato 7, sempre alle 19) e slalom (che chiuderà la manifestazione, nella tarda serata di domenica 15): da queste tre prove dovrebbe uscire almeno una medaglia. Anche perché oltre ai due favoriti l’Italia può giocarsi altre carte importanti, specie fra i paletti più stretti con il veterano Thaler e Giuliano Razzoli (oro olimpico a Vancouver 2010, finalmente tornato a buoni livelli dopo anni opachi).

Fra le donne, invece, i migliori risultati stagionali portano la firma di Elena Fanchini, vincitrice nella discesa di Cortina, e di Federica Brignone e Daniela Merighetti, a podio in gigante e discesa. La squadra femminile è giovane e in crescita, e potrebbe dire la sua soprattutto nelle prove veloci (la discesa è in calendario venerdì 6).

Rappresenta un’incognita, invece, Cristof Innerhofer, numero uno azzurro per palmares, quest’anno al di sotto delle aspettative con zero podi all’attivo. Ma il 30enne altoatesino è l’uomo dei grandi appuntamenti, come dimostrano le medaglie alle Olimpiadi di Sochi 2014 e ai Mondiali di Garmisch 2011. La speranza è che la pista di “Birds of Prey” (una delle più difficili al mondo, dove ha già trionfato nel 2012) possa risvegliare le sue qualità. Per il resto l’Italia dovrà andare a caccia di qualche impresa. Nessun azzurro è leader in classifica di Coppa del Mondo, i grandi favoriti sono altri: come il norvegese Kjetil Jansrud o l’austriaco Marchel Hirscher. Mentre fra le donne l’attesa è tutta per le campionesse a stelle e strisce, Mikaela Shiffrin e Linsday Vonn, che ha da poco battuto il record di vittorie in Coppa del Mondo, e vorrà sicuramente essere protagonista anche sulla pista di casa. Gli Usa puntano a disputare un grande Mondiale da Paese ospitante, l’Austria sarà ancora una volta la nazione da battere.

L’Italia, come Germania, Svizzera, Norvegia e Francia, proverà ad inserirsi nella lotta. Con un po’ di fortuna gli azzurri potrebbero migliorare il risultato di Sochi 2014 e Schladming 2013, anche se l’exploit dei Mondiali 2011 (addirittura sei medaglie) sembra difficile da replicare. Il numero dei podi si vedrà. Intanto fa riflettere l’età media della squadra azzurra: fra i 12 convocati maschili, soltanto Gross (classe ’86), Nani (’88), Paris (’89) e Giovanni Borsotti (1990, il più giovane del
gruppo), sono under trenta. Il ricambio generazionale sembra andare un po’ a rilento, anche a causa dell’infortunio di Luca De Aliprandini, uno dei talenti più promettenti. E dalla Coppa Europa (riservata ai giovani) non è arrivato neanche un podio quest’anno. Meglio fra le donne, dove spicca in proiezione futura il talento di Karoline Pichler (classe ’94) e di Marta Bassino (’96 e già al debutto iridato). Le Olimpiadi di Pyeongchang 2018 non sono poi così lontane, e presto bisognerà cominciare a pensarci. Ma ora testa e sci a Beaver Creek per i Mondiali 2015.

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